Le ferrovie «chiudono» la Liguria ai turisti

Treni cancellati, disservizi continui e abbonamenti alle stelle. Il regalo estivo di Trenitalia per la Liguria viene servito proprio in coincidenza con l'aumento del traffico sulle Riviere grazie ai turisti che hanno scelto le nostre spiagge per passare le loro vacanze. Ma la scelta penalizzerà e non poco anche i pendolari che si spostano in treno attraversando il nodo di Genova.
Quello che viene ogni tanto annunciato con rapidi messaggi registrati nelle stazioni liguri è in realtà la cancellazione del servizio promesso, una riscrizione unilaterale di quello che dovrebbe essere il «contratto» sottoscritto con i clienti attraverso l'orario ufficiale. Tra Savona, Genova e Sestri Levante infatti, dal 6 agosto all'1 settembre, proprio quando servirebbero più convogli possibili, saranno letteralmente massacrati i regionali. Ben 33 treni saranno soppressi del tutto, dalle 6.25 alle 19.50 sarà un'impresa trovare una carrozza. Tantomeno sarà facile trovarla anche con un posto libero. Oltre alla soppressione dei 33 convogli, altri 6 saranno limitati nel loro percorso. Ad esempio, se in partenza da Savona per Recco, si fermeranno a Brignole, o viceversa, se diretti da Sestri Levante a Voltri, non supereranno la principale stazione genovese. Con questo mettendo in crisi anche i molti turisti che sono addirittura costretti a usare treni regionali per raggiungere le più suggestive località liguri collegate solo dalla linea ferrata, come nel caso delle Cinque Terre.
Perché tutto ciò? Impossibile saperlo. L'annuncio diffuso nelle stazioni consiglia solo ai passeggeri di andarsi a vedere il comunicato sul sito delle Ferrovie e di arrangiarsi. E riuscendo a trovare la pagina che interessa si può conoscere il dettaglio dei treni da depennare dall'orario ufficiale, ma non si può certo capire il motivo di questa decisione. Mentre in altri comunicati riguardanti lavori sulla linea, si prova a dare una spiegazione ai viaggiatori, in questo caso c'è solo un grosso punto esclamativo a sottolineare quanto sia pesante la portata del disservizio. Tra Acqui Terme e Genova, ad esempio, fino al 5 agosto sono programmati interventi di «potenziamento infrastrutturale», che evidentemente dovevano essere proprio eseguiti nel periodo in cui ci si sposta verso la Liguria per le vacanze, e che comporteranno nelle previsioni delle ferrovie ritardi su almeno 8 treni regionali.
A questa situazione si aggiungono poi i sempre più frequenti guasti registrati durante il percorso. Ieri mattina è toccato all'Intercity tra Milano e Grosseto fermarsi poco prima della stazione di Quarto. Piantato in mezzo ai binari, ha dovuto aspettare l'intervento dei tecnici per la riparazione ed è ripartito con un ritardo di oltre 50 minuti. Ma soprattutto ha fatto da «tappo» sulla linea, provocando ritardi anche ai regionali che lo seguivano verso levante.
A tutto questo disservizio, la risposta fornita dalle Ferrovie ai passeggeri è quella di aumentare il costo degli abbonamenti per i pendolari. Anche in questo caso si tratta di un regalino estivo, visto che proprio da domani scatterà sui «mensili» sovraregionali un aumento del 12,5 per cento. Ad esempio per i tanti che ogni giorno viaggiano tra Genova e Milano, ci sarà l'ennesima batosta sull'abbonamento. Che peraltro è già la seconda dall'inizio dell'anno, visto che i prezzi praticati a gennaio erano già stati rialzati del 23 per cento a febbraio. Per dare l'immediata idea di quanto dovranno sborsare i pendolari, basti pensare che tra Genova e Milano l'abbonamento che costava 106,60 euro da domani passerà a 147,60 euro. Cifra importante che incide non poco sullo stipendio, specie se si considera che a questa vanno aggiunti anche i 180 euro della carta Tuttotreno liguria che consente di salire anche sugli Intercity. I pendolari chiedono alla Regione Liguria di bloccare almeno questo nuovo aumento. Mentre si resta in attesa di capire cosa ne pensi la giunta dell'autoriduzione del «contratto» decisa dalle Ferrovie in agosto.