Fini, Grillo e gli spettri di Weimar

Si intitola «Lo strano caso di Fini e il suo doppio nell'Italia che cambia» il libro scritto da Paolo Armaroli, edito da Mauro Pagliai che verrà presentato martedì 23 aprile alle 17 nell'aula della Meridiana dell'Università di Genova in via Balbi, 5 al secondo piano, dai professori Giovanni Battista Pittaluga, Giampiero Cama, Dino Cofrancesco, Lorenzo Cuocolo e Adriana Gardino. Moderatore dell'incontro sarà Massimiliano Lussana caporedattore delle redazione di Genova de il Giornale.
In questo volume, con rigore scientifico Paolo Armaroli ricostruisce le tante anomalie della passata legislatura: dalle due parti in commedia recitate da Gianfranco Fini, presidente della Camera e capopartito, agli straordinari ai quali è costretto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per sostenere le istituzioni, dal preannuncio di dimissione dei governi Berlusconi e Monti, anticipatrici di quelle del Papa, a un parlamento sempre più svuotato di potere dai decreti legge e dalla legislazione delegata. Come gli esami di Eduardo nella politica italiana le anomalie non finiscono mai e con la nuova legislatura inaugurata il 15 marzo scorso, riassume l'autore, siamo sprofondati dal transitorio nel precario perché il bipolarismo non tiene più. E nei Palazzi romani si aggira lo spettro della Repubblcia di Weimar. Come nella Germania tra le due guerre, instabilità ministeriale e scioglimenti parlamentari anticipati possono condannare a morte la nostra fragile democrazia. E ancora una volta il Quirinale è chiamato a trovare la chiave del rebus della governabilità. Di qui la metamorfosi di una Repubblica nata parlamentare e inconsapevolmente diventata di fatto presidenziale per l'inconcludenza della classe politica. Grillo compreso.
Paolo Armaroli, per trent'anni professore ordinario di Diritto pubblico comparato nell'Università di Genova, dove ha insegnato anche Diritto parlamentare, e prima ancora docente di Storia delle Costituzioni nell'Università di Firenze, è stato deputato al Parlamento nella XIII legislatura - capogruppo di Alleanza Nazionale nelle commissioni affari costituzionali, membro della giunta per il regolamento e della commissione bicamerale D'Alema per le riforme costituzionali - e componente del comitato di studio per le riforme dello statuto del Friuli Venezia Giulia. Autore di molti saggi sul referendum, sull'elezione e i poteri del presidente della Repubblica, sul governo, sul Parlamento e sul potere di grazia, è stato editorialista anche per il Giornale.