Il fuoco e il maestrale devastano la Liguria: feriti e fuga dalle case

Due giorni di fuoco, in tutti i sensi, in Liguria, per gli incendi (uno, disastroso, nel territorio di Deiva Marina, altri di minore impatto sul Bracco, a Riomaggiore e Sarzana), ma anche per il vento che ha toccato i 140 chilometri all'ora nella zona di Giacopiane e superato gli 80 all'ora sulle coste e nell'interno. Le condizioni meteo proibitive, con vortici d'aria che hanno spazzato con violenza la regione, hanno provocato forti disagi nei centri abitati - con alberi abbattuti, tetti scoperchiati, e persone ferite per detriti staccati dai palazzi -, e in mare aperto. In particolare, la Capitaneria di porto di Savona ha soccorso un diportista in difficoltà nelle acque davanti a Varazze. Il diportista, col gps fuori uso, è stato rintracciato dopo aver lanciato il razzo di segnalazione. Nel mare di Sestri Levante due barche sono affondate, mentre il distributore del carburante del porto è stato divelto per le violentissime raffiche di tramontana della notte. Fermi tutti i pescherecci del Levante ligure con immediate ripercussioni sui prezzi del pesce in vendita nelle pescherie. Alla Spezia la sala operativa ha coordinato interventi di assistenza per tre unità rovesciate all'ormeggio nel porto Mirabello e per assistere nell'insenatura delle Grazie due persone su una barca di 12 metri alla deriva. Una motovedetta della Guardia Costiera ha assistito una unità a vela in difficoltà con a bordo quattro turisti di nazionalità francese.
Riguardo il capitolo-incendi, solo nel tardo pomeriggio è rientrato l'allarme più grave per quello di Deiva Marina, nei pressi dello svincolo dell'autostrada. In precedenza era stato necessario addirittura evacuare alcune case e comunque lo stato di emergenza è proseguito per tutta la notte. Si è reso indispensabile l'intervento di due Canadair e due elicotteri della Regione, che fino a una certa ora, per il vento fortissimo, non avevano potuto sorvolare la zona interessata dai roghi, dove intanto operavano squadre di Vigili del fuoco, volontari e Corpo Forestale dello Stato. Il fronte dell'incendio, di circa un chilometro, ha isolato in pratica la cittadina per la chiusura in entrata della strada da Moneglia e con traffico che dal casello autostradale deivese veniva dirottato sull'Aurelia. Quasi nelle stesse ore è divampato un altro incendio sulle rampe di Capo Mele, vicino ad Andora, e per spegnere le fiamme è stata chiusa la strada statale. Il rogo ha rischiato di lambire alcune abitazioni della zona, e per questo è stato evacuato temporaneamente un cantiere edile. Inoltre, il traffico dei treni sulla linea Ventimiglia-Nizza è rimasto bloccato per quasi un'ora nel pomeriggio, per scopo precauzionale, a causa dell'incendio di un canneto che ha interessato il ciglio della ferrovia, all'altezza della vecchia stazione di Latte.
L'unica consolazione, se così si può dire, è venuta in serata: le folate del vento hanno spazzato via dal cielo di Genova gli inquinanti che scesi a livelli molto bassi in tutte le misurazioni delle centraline della Provincia su monossido di carbonio, ozono, diossidi d'azoto e di zolfo, benzene e polveri sottili. Positive per l'aria anche le previsioni meteo dell'Aeronautica Militare, sfavorevoli al ristagno dello smog nei bassi strati atmosferici.