Genoa, Ballardini aveva illuso ma ora serve calma

di Piero Sessarego

Nel corso delle prime dieci partite da lui vissute in veste di allenatore blucerchiato, abbiamo facilmente appurato che subire un gol (Romero si era limitato al minimo sindacale di 4) per Delio Rossi è come avvertire il dolore di un dente cariato. Figuratevi dunque quanta Cibalgina abbiano fatta ingoiare al mister le tre pappine beccate nel corso della sciagurata «undicesima» disputata a Cagliari. Avrebbe voluto l'immediata controprova al cospetto dell'Inter (tanto meglio se privo di Milito, Juan Jesus, Nagatomo, Stankovic, Schelotto e Alvarez, e con in campo Palacio, Cassano, Zanetti, Cambiasso, Guarin, Gargano e dintorni inciucchiti dai beffardi «supplementari» sostenuti contro il Tottenham tre giorni avanti), invece niente: gli aveva remato contro, per pioggia battente, l'allerta Fereggiano. Nerazzurri per nerazzurri, però, dopo la sosta azzurra ecco subito ribadita a Bergamo la solidità del dispositivo difensivo blucerchiato (completato dal trio tutta polpa Obiang-Krsticic-Poli), pur forzato a schierare - in assenza dell'infortunato Costa - il ventunenne Mustafi stopper di destra, con Palombo centrale e capitan Gastaldello stopper di sinistra. Dispositivo che, perdurando l'assenza di Costa, verrà confermato domani sera a Marassi (ore 18.30) nell'attesissimo recupero contro l'Inter di Cassano e Palacio. A proposito di Mustafi, autore di una buona prova contro il frizzante atalantino Bonaventura, mi piace peraltro ricordare che già si fece onore nei 180' del doppio successo contro Genoa e Bologna al tempo di Ferrara.
Discorso a sé merita poi il fedelissimo Angelo Palombo, che sta progressivamente imponendosi come autorevole libero-stopper. A prescindere da quanto l'ex capitano ha per vero positivamente inciso nell'ultimo decennio di storia sampdoriana, bisogna riconoscere che per decretare il gratuito ostracismo a un jolly a tal punto prezioso, col pericolo di perderlo in via definitiva alla causa blucerchiata, c'è voluto un Sensibile genio del calcio come Pasquale. Complimenti e auguri. E palla al provvidenziale Delio Rossi, che se domani sera cogliesse un punto contro l'Inter e domenica pomeriggio ne conquistasse altri 3 contro il Palermo (mitigando l'ambascia del cugino Grifone), lunedì prossimo potrebbe serenamente sedersi al tavolo di quota 40 e firmare il prolungamento del contratto in vista del derby di ritorno da vivere - ramo Sampdoria - in invidiabile tranquillità.
Quanto al Grifo, che non riuscendo a vincere la risolutiva ordalia con il Siena di Iachini ha pure perduto 2 dei 5 punti che vantava nei confronti del Palermo, ci vorrà tutta la sapienza psicologica di Ballardini per tenerlo in equilibrio, domenica sera a Napoli, sul filo del rasoio. Sarà infatti quella la più delicata delle sfide da affrontare (contro gente del valore di Cavani, Hamsik, Pandev, Inler, Dzemaili, Insigne, Armero e compagni intenti a difendere il secondo posto dall'insidia del Diavolo rossonero), in vista del derby di tutti i patemi, non tanto perché mancherà lo squalificato Manfredini quanto per via dei 6-diffidati-6: Portanova, Bovo, Antonelli, Jankovic, Jorquera e Borriello. A 8 tappe dal traguardo, 24 punti in palio, mi sarei francamente aspettato ben altro dopo la serie da 9 punti in 5 partite che ci aveva mendacemente fatto credere a un Grifone praticamente già salvo. Comunque, visto che qua siamo, calma e gesso.