Genoa e Samp, due giganti che rimpiccioliscono le grandi

(...) trovato nel Cagliari il terzo autorevole candidato alla serie B) e insomma Genova sta battendo Milano 15 (anzi 16) a 9. E allora vediamola alla lente di ingrandimento questa nostra - al momento piacevole - realtà pedatoria.
Noi sapevamo e Ferrara e discepoli sapevano che la partita col Toro sarebbe stata una corrida. Sapevamo che lo sfacciato «4-2-4» di Ventura avrebbe prodotto calcio più fisico, arioso, veloce, aggressivo di quello del compatto ma compassato collettivo di Ferrara. Ma non sapevamo che il primo tempo si sarebbe concluso con 4 occasionissime da gol - a zero! - in favore della Sampdoria, ad onta delle beffarde 3 ammonizioni (contro una!) subite da Krsticic e compagni per via dell'infingardo lassismo dell'arbitro Calvarese nei confronti delle spericolate durezze dei granata. E non sapevamo che alla lunga proprio il Toro sarebbe passato in vantaggio - dal dischetto - alla prima e unica occasione favorevole (sciagurato rigore di Soriano). E non sapevamo che l'acciaccato Eder, tenuto precauzionalmente in panchina in vista della trasferta a casa Zeman, sarebbe riuscito a metterci una pezza (grazie al Maxi assist di Lopez e a pro del Pozzi rutilante rigorista) in soli 10 minuti finali da cineteca sotto il prepotente risucchio della Sud, disputati al posto dello sfinito Munari.
Noi sapevamo e De Canio e discepoli sapevano che la Lazio avrebbe pagato lo sforzo del giovedì di Coppa col «turn over». Ma non sapevamo che sarebbero bastati quel genio di Hernanes e quel diavolaccio di Candreva per costringere Frey a cavare dal cilindro i migliori conigli del repertorio magico. E non sapevamo che stavolta De Canio avrebbe azzeccati tutti i cambi (il tosto Jankovic per lo spaesato Merkel, il vivissimo Antonelli per il modesto prode Anselmo, il Seymour tutta polpa per l'affaticato Immobile) e che alla lunga sarebbe passato beffardamente in vantaggio proprio il Grifo grazie al chirurgico taglio rasoterra del tonitruante Borriello lanciato in perentorio contropiede dal geniale colpo di tacco del sempre più sorprendente Antonelli. E insomma non sapevamo che a breve giro di posta un pizzico di buona sorte avrebbe rimborsato il Grifo della scalogna patita al cospetto della Juve. Ora, con una classifica finalmente più consona al valore della squadra-base, è legittimo ipotizzare che domani sera, ospitando il Parma di Donadoni, Borriello e compagni riescano a concedere il bis che configurerebbe un saltone.
Frattanto, schiaffeggiato allarmantemente a domicilio lo Spezia per mano del tetragono Sassuolo leader di cadetteria, rispettivamente in Prima e Seconda Divisione lodevolmente prosegue la marcia dell'Entella a ridosso del Lecce cosiccome quella del Savona davanti all'Alessandria.
Infine, due notizie mi hanno reso felice. La prima: alle 9.30 di domani verrà inaugurato a Roma un «Largo» al nome del mitico Paolo Mantovani, imperituro nostro fiore calcistico all'occhiello. La seconda: ho particolarmente apprezzato l'intervento del collega e amico Claudio Paglieri, sul Monono, in favore della costruzione del fascinoso stadio privato ipotizzato da Garrone in zona Foce, che ben al di là delle scontate fortune pedatorie rappresenterebbe un nuovo prestigioso biglietto di visita per la Superba, intanto che provocherebbe una straordinaria ricaduta di lavoro e ricchezza a pro di migliaia di persone.