Genova alza la voce per i nostri marò

(...) un segnale. Saranno tutti insieme per sostenere Salvatore Girone e Massimiliano Latorre i due sottoufficiali del San Marco che da 14 mesi stanno vivendo una vera e propria odissea condita da un pasticcio diplomatico senza precedenti. Oggi, Genova vuole far sentire la propria voce al governo italiano e a quello indiano e l'appuntamento del Bristol vuole diventare una cassa di risonanza per confrontarsi sul tema, esprimere la propria solidarietà e far sentire a voce alta l'indignazione dei genovesi. Ma la manifestazione non sarà limitata al chiuso di una sala ma si trasferirà sotto il porticato di via XX Settembre dove verrà allestito un banchetto con una raccolta firme da indirizzare al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un piccolo manifesto nel quale si chiede all'inquilino del Quirinale «di far mettere in atto, con determinazione ed anche nelle sedi internazionali competenti, tutte le iniziative utili ad ottenere la pronta liberazione ed il rimpatrio dei due militari italiani». Un modo perché la battaglia possa continuare dopo il confronto di oggi.
L'appuntamento del Bristol sarà anche l'occasione per Fausto Bilosalvo e Riccardo Pelliccetti di presentare il loro libro «I nostri Marò- Odissea in India» che raccoglie un anno di testimonianze, foto e documenti sulla vicenda dei fucilieri della Marina, libro che da questa mattina viene distribuito con il Giornale e che può essere anche scaricato come e-book dal sito del nostro quotidiano.
Intanto, anche ieri hanno continuato a fioccare le adesioni all'iniziativa di questo pomeriggio e a prendere parte all'incontro ci saranno anche gli esponenti dell'Unione Monarchica Italiana che hanno dato la loro adesione all'iniziativa criticando «la vergognosa incapacità di chi è ancora al governo di questo nostro disgraziato Paese». Con loro anche l'ingegnere Mauro Navone, membro della Consulta dei senatori del Regno. In sala prenderanno posto anche Ugo Bella, medico sulle navi da crociera, Salvatore Bevilacqua, ex assessore del municipio Levante, Luca Mazzolino, ex consigliere municipale di Sampierdarena, e ancora Rosa Maria Pisanello, Laura Bacigalupo e Gianfranco Carbone. Ci sarà con il cuore ma non potrà esserci fisicamente Tiziana Notarnicola, consigliere municipale Pdl del Medio Levante, che si congratula «con tutti quanti hanno organizzato un evento che dovrebbe essere condiviso da tutti i politici di destra, sinistra e centro perché quando c'è in ballo la vita di due italiani che hanno onorato il Paese, la politica dovrebbe dimostrare un'etica comune». Non potrà partecipare per motivi di salute il sismologo Claudio Eva che ricorda la sua esperienza da esule istriano che scelse l'Italia «il comportamento dei nostri due marò mi dà la certezza che quella scelta non fu sbagliata e che non debbo vergognarmi di essere italiano». Non proprio tutti i politici scelgono di partecipare all'evento. Ad esempio non lo fa Maruska Piredda, consigliere regionale di Italia dei Valori, che decide curiosamente di intervenire sulla vicenda dei due militari italiani solo questa mattina durante la seduta di consiglio regionale, senza aderire alla manifestazione.
In sala, invece, ci saranno anche i consiglieri comunali genovesi dell'Udc Alfonso Gioia e Pietro Paolo Repetto. Gioia, ex presidente del consiglio provinciale di Genova, è voluto intervenire anche sulla vicenda della sala della Provincia negata alla manifestazione pro Marò: «Nel mio ruolo istituzionale ho sempre concesso a chiunque quella sala - spiega Gioia -. La risposta che la Provincia ha dato al Comitato è stata di dubbio gusto. Io, anni fa, diedi l'aula ad una manifestazione sul G8 di cui non condividevo i contenuti». Parteciperà anche l'ex assessore regionale e attuale assessore comunale di Chiavari Renata Oliveri, lo scrittore Antonio Caron, il regista Sergio Maifredi, tutti carissimi amici e lettori del Giornale. Da Albenga arriveranno i rappresentanti del comitato «Giustizia per Tomaso - Alziamo la voce» guidati da Carlo Geddo, responsabile e fondatore dell'associazione stessa, che verranno a portare la testimonianza per un altro caso che interessa cittadini italiani alle prese con la giustizia indiana: quella di Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni che dal 7 febbraio del 2010 sono rinchiusi nel carcere di Varanasi. E ci sarà anche Isabella Puma, pasionaria socia dell'Unione nazionale ufficiale in congedo d'Italia e dell'Associazione Nazionale arma di Cavalleria. Federico Casabella