Giovani talenti, ma senza strafare

Musica contemporanea? Attuale, mediata dalla sensibilità d'oggi, anche azzardata se vogliamo, percorsa da ritmi impazziti e dissonanze che stordiscono. Ma attenzione. Prendiamo in prestito il motto futurista e non «uccidiamo il Chiaro di luna» di Beethoven, anzi, teniamolo bene a mente, strizziamo l'occhio alla tradizione e rispettiamo l'abc della grammatica musicale, costruendo qualcosa di nuovo sì, ma con un senso. Questo il credo del Festival del Compositore «La Classica», 8ª edizione in programma giovedì 18 aprile (ore 17.30) al Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi. Insomma, passi il gesto ribelle di rottura, ma poi basta. «Del resto, una volta che hai bruciato un pianoforte, quello successivo brucia allo stesso modo!» scherza Gian Enrico Cortese, docente al Conservatorio Paganini e tra i protagonisti di questo festival, organizzato dall'Associazione Liguria Eventi per diffondere la musica contemporanea, rompendo con i pregiudizi e dando una mano alla crescita culturale. Nobile intenzione. Torniamo a noi. Accanto a Cortese partecipano Roberto Tagliamacco, Andrea Basevi, Alessandro Cadili Rispi e Francesco Cotta; le loro opere verranno eseguite giovedì 18. «Quattro Tarocchi di Vieville» per clarinetti e voce recitante, di Cortese, si ispira al mazzo di carte inciso da Jacques Vieville intorno al 1650: ognuno dei quattro arcani è introdotto da testi di varie epoche rielaborati dallo stesso Cortese. Tagliamacco presenta alcuni dei «Sei studi da Concerto», con una personale interpretazione del passato musicale. «Molto felice, ma con portamento», sonetti per voce recitante e pianoforte su poesie di Roberto Piumini, in cui Basevi tesse un legame profondo tra musica e testo. Con i «Giochi di Colore» Cadili Crispi lavora sul rapporto emozionale che lega la musica alle immagini e alle parole. «Antitesi» per pianoforte e percussioni, di Cotta, gioca sui timbri e le tecniche inusuali degli strumenti.