Il gip arresta Caltagirone: «Dai domiciliari gestiva gli affari»

Nuovo arresto, dopo quello del 5 marzo scorso, per Francesco Bellavista Caltagirone. Lo stesso Massimiliano Botti, giudice per l'udienza preliminare di Imperia che aveva firmato il primo provvedimento, ha deciso di imporre al costruttore la detenzione in carcere e non agli arresti domiciliari. Per questo Caltagirone ieri mattina è stato accompagnato in ceommissariato a Roma dove è stato colto da malore. La decisione del magistrato sarebbe arrivata perché la procura avrebbe appurato che, nonostante fosse agli arresti domiciliari, continuava a dirigere la società Acquamare. Per questo motivo, polizia e guardia di finanza avrebbero anche perquisito l'abitazione nella quale si trovava l'imprenditore.
Caltagirone è uno dei dieci imputati al processo su una presunta truffa ai danni dello Stato, nella realizzazione del porto turistico, la cui prima udienza è stata fissata al prossimo 9 ottobre. Bellavista Caltagirone, che ha 73 anni, è stato accompagnato in commissariato in attesa del trasferimento in cella. Poi però ha avuto un malore ed è stato portato all'ospedale Umberto I.