La giunta va già sotto tre volte con i voti Idv e Pd

(...) Ore 20: Doria va sotto una terza volta sulla riduzione del premio ai dirigenti (1 milione e 800mila euro) da destinare al settore sociale, che il sindaco non voleva ancora ridurre (20 sì e 11 no alla proposta Idv). Non è tutto. Il marchese rosso ha lanciato un appello al collega Monti: «Ci vuole una patrimoniale vera sulle grandi ricchezze».
Il primo ordine del giorno prevedeva la revoca dei contratti ai tre dirigenti esterni del Comune (la spesa per gli stipendi d’oro è di 353.965 euro) e che le somme risparmiate venissero destinate a coloro che hanno avuto danni alluvionali. Hanno votato per la prima volta contro Marco Doria e a favore della proposta di Stefano Anzalone, Franco De Benedictis, Salvatore Mazzei, i consiglieri del Pd Salvatore Caratozzolo e l’ex assessore Pd Giovanni Vassallo. Il secondo impegnava la giunta ad evitare la stipula di contratti, per i prossimi tre anni, a personale dirigente esterno e a valorizzare al meglio le risorse interne. Stavolta i dipietristi hanno fatto quasi l’en-plein ottenendo 24 voti su 39 votanti, con una maggioranza doriana diventata minoranza di 13 contrari e due astenuti.
«Il modo in cui l’assessore Franco Miceli, nominato da Vincenzi e riconfermato da Doria, ha presentato il bilancio è a dir poco arrogante e fuori dai tempi - spiega De Benedictis - perché il Comune necessita di una drastica riduzione delle spese. Il fatto che esponenti del Pd abbiano votato a nostro favore, conferma che le nostre richieste sono sagge e fattibili nell’interesse di tutti i genovesi. È significativo che la giunta, con il voto di maggioranza, sia stata costretta a modificare il bilancio comunale».
«Preciso che l’Idv anche a livello nazionale è sempre stata contro l’Imu sulla prima casa, che riteniamo una tassa iniqua - aggiunge il capogruppo Anzalone - non abbiamo fatto l’opposizione per questioni personali o al sindaco perché non abbiamo ottenuto una poltrona di assessore».
Sull’aumento dell’aliquota Imu il sindaco ha quindi spiegato quello che aveva raccontato l’altro giorno sul video di You Tube, aggiungendo all’aumento della tassa sulla prima casa la proposta di nuove tasse pure sul patrimonio. «In Italia resta il problema di una patrimoniale vera e dell’imposizione progressiva sul reddito. Occorre colpire non soltanto gli immobili, ma anche le ricchezze finanziarie. Il modello Genova Pd, Idv, Sel e Fds, dovrà essere quello che si presenterà alle prossime elezioni politiche». Lo slogan del programma è già pronto: privilegi per pochi e più tasse per tutti. In serata l’assemblea di Tursi ha approvato un altro ordine del giorno, proposto dal capogruppo leghista Edoardo Rixi. La giunta aveva accolto «l’impegno alla realizzazione del Terzo Valico», ma come era successo alcuni giorni fa, il sindaco si è trovato di nuovo a fare i conti con la sinistra «Né Tav, né Gronda, né Terzo Valico». I 5 consiglieri della lista Doria non hanno votato il documento condiviso da Doria. Non hanno votato neanche Paolo Gozzi (Pd) e il consigliere di Sel Leonardo Chessa. Il capogruppo della Fds, Antonio Bruno, e quello di Sel, Gian Pastorino, insieme ai 5 grillini, hanno votato contro Doria e il Terzo Valico. Alla fine il bilancio è stato approvato con venti voti della maggioranza e i dodici contrari di Idv, Udc e del centrodestra. E i grillini sono usciti dall’aula per protesta.