La guerra contro i prestanome dei posti barcaBogliasco, il Comune pronto a multare i finti residenti

Il Comune di Bogliasco dichiara guerra ai prestanome. Nulla a che vedere con fondi di investimento, conti correnti o esportazione di denaro nei paradisi fiscali. Anche se il business, per gli affezionati, promette una pesca gustosa. Tanto più se a finire nella rete sono branzini, orate o pagelli. Difficile resistere per i tanti genovesi sempre a caccia di spazi a basso costo dove ormeggiare le loro barche. Peccato che i posti barca annuali a Bogliasco siano riservati ai residenti. Ma fatta la legge, trovato l'inganno. Anzi, i prestanome che essendo residenti nella cittadina rivierasca hanno continuato a rinnovare la concessione del posto barca in via dei Mille e in Piazza Partigiani D'Italia - a due passi dal Ponte Romano - per una barca che appartiene a qualche forestiero. Mentre ai pescatori bogliaschini non resta che lanciare la lenza direttamente dalla spiaggia. Tanto più che «essendo imbarcazioni della lunghezza complessiva inferiore ai 6 metri e trenta centimetri, sono esenti dall'obbligo dell'immatricolazione e quindi è impossibile verificare la effettiva proprietà dell'imbarcazione», spiega il consigliere di opposizione Angelo Celle (Lega Nord).
Ma mercoledì sera in consiglio comunale è stato approvato un nuovo «Regolamento sulle concessioni di aree pubbliche per lo stazionamento dei natanti». Nel tentativo di stanare i finti residenti, i concessionari dovranno presentare una copia dell'assicurazione del motore. Vietata «ogni forma di subaffitto o cessione dell'area». Non solo. Quella dichiarata dal Comune è anche una battaglia per l'estetica urbana visto che i finti residenti durante l'inverno si disinteressavano dell'imbarcazione «creando un generalizzato stato di abbandono», spiega il sindaco Luca Pastorino. Pene più severe, quindi. Si va dai 100 euro «per le barche senza telone di copertura», ai 200 euro per chi «non mantiene l'imbarcazione in perfetta efficienza o non provvede alla pulizia dello spazio assegnato». Mentre basterà una gomma del carrello sgonfia per vedersi portare via la barca con una rimozione forzata. Alla seconda infrazione scatterà infine la revoca definitiva della concessione. E la rotazione delle barche è assicurata.