I trenta gamberetti per festeggiare BorrielloStadio indiscreto

(...) con lui. L'idea di mettere un «manichino» (dopo la barzelletta del Daspo anche al... pericolosissimo presidente Enrico) è stata sua, perché lui di fronte a soluzioni davvero comiche, ama rispondere con altrettanta ironia.
Alla fine però il «presidente di carta» era anche triste e amareggiato. Il suo «portavoce» Barabino lo ha tolto dalla poltrona con garbo e delicatezza, come a dire: «Presidente con la Juve non c'è niente da fare... È di... “rigore” la sconfitta». Al di là della sconfitta le più felici comunque sono apparse due belle bimbette (Sara e Giulia, nipotine di quell'Enzo Verrone, il ristoratore caro alla Fondazione Genoa): accompagnate dalla mamma Suny (tutte genoanissime) hanno fatto il loro ingresso in campo alla mano dei giocatori. Un evento per loro: mamma Suny con macchina fotografica, nonno Enzo con qualche lacrimuccia di commozione. È mancata solo la meritata vittoria dei rossoblù: pensate il geniale Enzo aveva preparato per l'esordio di Borriello, una «zuppa di pesce» accompagnata da trenta gamberetti freschissimi quanti sono gli anni del bomber. Non mancava nessuno dell'intellighenzia calcistica genoana, a cominciare dal professor Carbone, dal presidente marittimo Monzani, dal commercialista Rosina (che tentò Malacalza di comprare il Genoa, ahimè...), il peperino Marco Rossi, fermo, ma polemico: «Cinque gol mangiati, cinque, come si fa... Un disastro, dovevamo vincere alla grande». Erano venuti anche osservatori stranieri: dal Manchester, dal Bayern di Monaco. Volevano dare un'occhiata a quei bravi giocatori nostrani rimasti per portarseli via a ingaggi straripanti.
Alla fine tutti ad ascoltare il commento della Radio, dove il cronista di turno doveva aver visto un'altra partita: dopo aver beatificato la Juve ha detto: «Forse (ha detto proprio così), forse il Genoa ha avuto qualche incertezza in attacco». Altro che incertezza: ha avuto cinque, dicasi cinque, occasioni clamorose da gol. La partita dove finire quattro a uno, si sorrideva davanti alla radiolina.

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