Imperia, Capacci stravince e «pensiona» l'era Scajola

(...) all'avversario e così è stato – ha commentato il neo sindaco –. Erminio Annoni è stato un avversario leale, ora mi aspetto un'opposizione costruttiva anche perché Imperia non sta vivendo un momento difficile e non può permettersi altrimenti. Sono una persona abituata a decidere in fretta, ora però è prematuro parlare già della giunta».
La campagna elettorale è stata caratterizzata dalla divisione interna al centrodestra, dopo la rottura dello scorso anno che aveva portato alla caduta dell'allora sindaco Paolo Strescino, uomo vicino all'onorevole Eugenio Minasso, per mano dei consiglieri scajolani. I seguaci dell'ex primo cittadino hanno così stretto un'alleanza strategica con il Partito Democratico e si sono presentati contro il Pdl e la Lega Nord, riuscendo nell'impresa.
«Oggi è la fine di un sistema di potere politico che da 40 anni ha governato questo lembo di Liguria – ha detto Palo Strescino - Non ho mai impostato la mia campagna elettorale su un concetto di rivincita. A vincere è stata la città di Imperia. Carlo Capacci sarà un sindaco indipendente che ascolterà tutti e poi deciderà per il bene degli imperiesi».
Determinante è stato ovviamente anche il contributo del Pd che, a differenza dei partiti avversari che hanno accusato cali consistenti come il Pdl sceso dal 47 al 20%, ha confermato il suo 17% ottenuto cinque anni fa. «Questa è una giornata storica, i numeri parlano chiaro e non lasciano margini all'interpretazione – ha detto il capogruppo del Pd in consiglio provinciale Riccardo Giordano – Capacci è riuscito a dare una speranza e a mettere insieme un progetto che, se non fosse stato così, sarebbe stato difficile da spiegare. Gli elettori del Pd hanno quindi capito le scelte della direzione dandogli credibilità».
A giudizio di Scajola, che ha rilasciato una dichiarazione a caldo, «il trend negativo a livello nazionale, le inchieste della magistratura sul porto e su di me, e la gestione dell'ex sindaco Strescino, un azzurro dissidente che ha appoggiato il sindaco del Pd, hanno inciso sull'esito del voto a Imperia. Il risultato era acquisito, ma non me lo aspettavo con queste dimensioni». A vincere in realtà è stato però anche l'astensionismo. L'affluenza del 52,98% testimonia senza dubbio la distanza tra la politica, anche a livello locale, ed i cittadini che mai quanto adesso hanno necessità di risposte concrete al difficile momento economico. Ad eleggere il nuovo sindaco sono quindi stati appena 18 mila elettori circa sugli oltre 34 mila aventi diritto di voto. «La politica deve essere ringiovanita e deve cambiare il proprio modo di pensare – ha commentato Carlo Capacci – Ad Imperia la distanza tra i cittadini ed il Palazzo deve essere colmata attraverso iniziative come lo sportello del cittadino e delle imprese, anche con un sistema dove gli imperiesi partecipino attraverso la segnalazione diretta delle problematiche. Il Comune deve poi essere trasparente comunicando costantemente il proprio modo di agire». In città è scattata una festa, con tantissima gente in strada a celebrare la vittoria di Carlo Capacci. «Oggi festeggiamo ma già da domani mattina saremo al lavoro – ha detto Alessandro Savioli, il più votato della lista Imperia Cambia – perché i cittadini aspettano risposte concrete. Occorre lavorare innanzitutto sulle piccole cose, come per esempio la pulizia della città, e concentrarci per un rilancio turistico e commerciale in modo da dare una speranza futura ai giovani che faticano a trovare un posto di lavoro in questa parte di territorio».
Il grande compito del neo sindaco Capacci, dopo aver conquistato il governo della città, sarà quello di nominare una giunta su cui si dovranno basare gli equilibri politici interni alla maggioranza. Il progetto, con le dovute differenze, assomiglia in parte a quello che a Sanremo nel 2004 aveva portato all'elezione del sindaco Claudio Borea sostenuto da Pd, Margherita e da parte del centrodestra. «Complimenti al nuovo sindaco Capacci, ma noi abbiamo forti dubbi che questa coalizione sappia ben amministrare Imperia, perché rappresenta un gruppo politico quanto mai bizzarro - ha detto il coordinatore cittadino del Pdl Antonello Ranise - E' innegabile che, durante questa campagna elettorale, in città fosse stato creato un clima particolare verso una parte politica». «Questo non è un progetto politico amministrativo, ma costruito solo per vincere – ha aggiunto il consigliere regionale del Pdl Alessio Saso – Per questo obiettivo il Partito Democratico, lasciando da parte i propri esponenti di punta, si è caricato Strescino, uomo notoriamente di destra, e il candidato Capacci che nulla ha a che vedere con il Pd stesso».
Tra i primi a raggiungere il point di Capacci è stato il Presidente della Regione Claudio Burlando, che proprio ieri era in visita nell'imperiese. «Io ho sempre suggerito a non presentarsi con una coalizione stretta, ma di studiare un progetto di grande apertura con un coinvolgimento anche di forze civiche – ha commentato Burlando – Da oggi bisogna avere rispetto degli avversari e cercarne una collaborazione, visto che la partita è molto dura, e poi lavorare per dare una risposta di governo a questa città. Sarà infatti importante dimostrare di essere in grado di aprire un ciclo».
Infine, la giornata di ieri ha avuto un colpo di scena alla sezione 10 di Caramagna, dove un giovane è stato sorpreso con un telefonino dentro ad un seggio. Il risultato è stato l'inevitabile intervento della polizia e la contestazione del decreto 49/2008 che prevede da 3 a 6 mesi e una sanzione da 300 a 1000 euro.