Inventa una storia di pirati: indagato

Biopsie in 3D per migliorare la diagnosi e la cura del cancro alla prostata, il più frequente dei tumori maschili (dopo i 50 anni rischia un uomo su 6), con circa 43 mila nuovi casi l'anno in Italia e 50 mila attesi nel 2030 a causa dell'invecchiamento della popolazione. La novità contro questo «big killer» è stata illustrata a Genova, dove è in corso il 19esimo Congresso nazionale della Associazione urologi italiani (Auro.it). Secondo gli esperti, la nuova tecnica di indagine aiuterà a riconoscere le neoplasie che necessitano di un intervento, evitanto terapie inutili negli altri casi. «Nella cura clinica del carcinoma prostatico esiste oggi un eccesso di trattamento - afferma Paolo Puppo del comitato scientifico di Auro, responsabile di Urologia oncologica all'Istituto clinico Humanitas di Castellanza (Varese) e direttore del Centro di eccellenza di urologia dell'Asl Imperiese - ma ci sono tumori della prostata che possono essere anche solo vigilati».