«Io, unico candidato sindaco a combattere Doria»

(...) Ma quel giorno si votava anche in Regione sulla maternità!
«Lo dico, pacatamente, a chi mi ha attaccato nel Pdl e nella lista Biasotti per non esserci stato. Non ci siamo coordinati precedentemente fra le opposizioni e sarebbe bastato discutere della mozione il martedì anzichè il mercoledì e tutti i problemi si sarebbero risolti. Invece, pensi che martedì, anche con l'accordo del Pdl, si è tenuta una seduta di consiglio regionale di appena due ore, mentre avremmo potuto fermarci in aula tutto il giorno a discutere di marternità. E ci sarei stato anch'io. Ma le pare un modo intelligente di procedere? Se vanno avanti, farò anche i nomi di chi mi ha detto che potevo stare tranquillamente in Comune, perché un voto non sarebbe stato decisivo».
Ma le pare giusto non esserci stato mercoledì?
«Guardi, se avessi pensato all'interesse personale, mi sarebbe convenuto essere in consiglio regionale, dove mi pagano, anziché in Comune, dove lavoro gratis».
Vuol sostenere che lei è un benefattore dei cittadini?
«Voglio sostenere che combattere su Imu e bilancio era vitale. E che chi, come me, è stato candidato sindaco non può esimersi dal farlo. Ma lo sa che sono stato l'unico candidato contro Doria a fare questa battaglia?».
E gli altri?
«Vinai si è dimesso addirittura prima della prima seduta; Musso era in Senato. Le pare una cosa giusta che chi alle elezioni si poneva come oppositore di Doria poi non sia in prima fila per combatterlo? A me pare folle».
Resta il grillino Paolo Putti. Il Movimento Cinque Stelle era compatto in aula.
«Non me ne parli, sono stati la vera stampella di Doria».
Sulle aliquote Imu hanno votato contro!
«Vero, ma poi sono stati decisivi per salvare il sindaco. Prima, uscendo dall'aula, hanno abbassato il quorum necessario sul bilancio. E poi hanno votato a favore dell'immediata eseguibilità delle disposizioni di bilancio. Senza di loro, complici alcune assenze nella maggioranza, Doria avrebbe rischiato di non avere i numeri e sarebbe andato a casa. Se questi sono i duri...».
Resta il fatto che lei, con il doppio incarico in Regione e in Comune, rischia di non essere o da una parte o dall'altra. Le do atto che lei è stato l'unico a dimettersi dal Parlamento, uno dei pochissimi nella storia italiana, e che lei fa un'opposizione seria e dura in entrambe le istituzioni, ma non sarebbe meglio mollare una poltrona?
«Quando gli elettori mi hanno votato come sindaco, sapevano che ero consigliere regionale e nessuno mi ha fatto obiezioni...».
Sì, però, così, lei rischia di dare l'impressione di quello che vuole troppo. Non è che poi si disorientano gli elettori?
«Io credo che si disorientino di più candidandosi a sindaco e poi andando altrove. Il problema non è Rixi che resta a Tursi, il problema sono Vinai e Musso che disertano».