L'abbraccio degli spezzini

La SpeziaC'era il segretario provinciale della Uil Walter Andreetti. C'era anche il consigliere comunale della Lista Federici, Maurizio Ferrajoli, che alla Spezia ovviamente sostiene la giunta di centrosinistra. Marciava vicino a Maria Grazia Frijia, esponente del Pdl e vicepresidente dell'assemblea civica locale, che per tutta la durata della manifestazione si è data un gran daffare per tenere unito il corteo per la liberazione dei Marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre e farlo procedere tra le vie del centro cittadino. E poi c'erano gli imprenditori locali e tanta, tantissima gente comune: molte famiglie al completo, molti giovanissimi e donne, e tutti insieme hanno intonato l'inno nazionale. «La nostra manifestazione è stata un successo. Possiamo dirlo forte», ha commentato Armando Luongo, ex palombaro in pensione che ieri è sceso in piazza per far sentire la sua vicinanza ai soldati detenuti in India. Dopo giorni di intenso lavoro per organizzare il serpentone che nel pomeriggio di venerdì è transitato per le vie della città levantina, ha potuto dire «ok, ci siamo riusciti».
E sì perché nella città della Spezia un comitato di varia estrazione politica e sociale si è riunito per fare sentire la sua voce e chiedere la liberazione immediata dei due fucilieri di Marina del San Marco ancora in India. «Siamo scesi in piazza -ha aggiunto - perché è il momento che si muova qualche cosa. Dobbiamo stare vicino ai nostri militari che sono finiti in una vicenda assurda. La vicinanza della gente ci ha fatto tanto piacere e il fatto che siano scesi a manifestare persone di varia estrazione politica ancora di più. Siamo stati molto felici di poter far dire a tutta l'Italia che Spezia è vicina ai due nostri soldati». E così i volti di Girone e Latorre impressi nello striscione che aveva il nastro giallo e la bandiera tricolore hanno fatto passo passo il tragitto che separa piazza Europa, il centro della city amministrativa con il palazzo del Comune, della Provincia e della prefettura, fino a via Chiodo dove si trova l'ammiragliato. Lì oltre duecento persone hanno poi organizzato un sit in pacifico per manifestare ancora più intensamente la vicinanza alla Marina Militare.
«Sono venuto alla manifestazione perché unisce gente comune e ha uno spirito sincero di vicinanza ai nostri due militari», ha commentato il segretario provinciale della Uil Andreetti che si è unito subito al corteo dopo la partenza. Ma quanto c'è voluto a mettere insieme tante persone in un giorno lavorativo e per una questione molto delicata? Risponde Luongo. «Ammetto che all'inizio abbiamo pensato a come fare ma poi è venuto tutto naturale. Una grossa mano ce l'ha data la rete, sì proprio internet grazie a Facebook abbiamo raggiunto tantissime persone che hanno capito e approfondito la questione dei due marò. Si può proprio dire che Fb in un certo senso sia stato con noi in piazza a manifestare per i nostri soldati».
E l'appello per la liberazione riparte. «E' il momento di fare qualche cosa su questa vicenda - ha spiegato Frijia- per le famiglie, per i militari e per tutta questa gente scesa in strada per fare sentire il suo appoggio ai marò. Una storia che va risolta e per cui le istituzioni devono fare qualche cosa. Le nostre seicento firme che abbiamo consegnato al prefetto della Spezia Giuseppe Forlani stanno a significare che le persone, la gente normale quella di tutti è rimasta molto scosso da questa storia».
Insomma un nuovo appello per la coppia di militari è partito dallo Spezzino dove sperano che la tutto si risolva al meglio quanto prima. «Non è pensabile che quei due ragazzi siano ancora là -ha spiegato Massimiliano Logli, imprenditore che insieme ai colleghi ha tirato fuori un bandierone tricolore maxi - per questo anche gli operatori economici sono venuti a fare sentire la propria voce e la voglia di manifestare solidarietà alle famiglie e ai militari».