La lezione di turismo parte dai posteggi a 40 centesimi

(...) Cerco di spiegarmi con un riassunto indispensabile delle puntate precedenti. Siamo partiti, la scorsa settimana prendendo spunto dal bellissimo viaggio a bordo della Msc Sinfonia, salpata e approdata da Genova, con i nostri lettori per uno dei Viaggi del Giornale in cui ho avuto la fortuna di accompagnarvi, sentendomi come sempre in famiglia. Sul taccuino, come in un diario di bordo, avevo appuntato tutte le idee e i possibili paralleli fra Genova e le altre città, per imparare a fare turismo e per migliorare il nostro modo di fare turismo. E quindi, appunti di viaggio a Saint Tropez, a Palma di Maiorca, a Minorca, a Olbia, a Salerno.
Appunto, Salerno. Dove mi sono un po' perso perchè mi sono imbattuto in un secondo viaggio, se possibile ancor più importante del primo, o forse lo stesso viaggio scritto con parole diverse, alla ricerca di una sinistra possibile, riformista, vera, degna di questo nome. E la gestione e le parole del sindaco e viceministro delle Infrastrutture Vincenzo De Luca, uomo del Pd ma lontano anni luce dalla sinistra di casa nostra, ci ha aperto una serie di spin-off che ha spaziato da Fincantieri e Giuseppe Bono e al suo miracolo economico alla sicurezza garantita dalla videosorveglianza delle strade.
Insomma, ci siamo persi. Piacevolmente persi in una sinistra diversa che sogneremmo di avere anche qui a Genova (e, se è per questo, ci piacerebbe anche una destra sempre e solo riformista e mai avvitata a cercare di somigliare alla sinistra). Ma, ora, rieccoci sulla strada principale, quella del turismo. Ben consci che una città ben amministrata è, di per se stessa, una città turistica e che i due discorsi e le due strade, apparentemente diversissime, in realtà sono esattamente la stessa cosa.
Se sono capace di gestire una piazza come se fosse il salotto di casa mia, tenendola pulita, in ordine e con un decoro e un arredo urbano degno di questo nome, probabilmente sarò anche capace di gestire una crisi industriale o un declino economico con politiche in grado di fronteggiare seriamente i problemi.
Quindi, di nuovo a bordo e ripartiamo in direzione Baleari. Con la bellezza delle vie storiche di Palma di Maiorca e della sua cattedrale - che, manco a dirlo, non ha punkabbestia sui gradini, cani che ti circondano e disturbatori vari per coloro che hanno intenzione di entrare in Chiesa, ma militari che controllano la sicurezza, l'ordine e la pulizia della zona - e, soprattutto, di Minorca.
Mahòn, che di Minorca è la capitale, è un capolavoro di pulizia e di bellezza, di ordine e di gestione. Soprattutto con una qualità della vita, altissima, inversamente proporzionale ai costi dei prodotti al mercato coperto e anche a quello scoperto, bassissimi rispetto a quelli che ci sono alle nostre latitudini e, soprattutto, con una cortesia degli operatori che è il valore aggiunto. Anzi, consiglio a commercianti ed ambulanti genovesi (non tutti, ovviamente, anzi ce ne sono di gentilissimi che non meritano di essere descritti come la caricatura di se stessi) di farsi un giro proprio nel bellissimo mercato coperto di Mahòn per imparare e migliorarsi costantemente.
Mica finita. Oltre all'elemento soggettivo, quello che dipende dagli operatori, c'è quello che dipende dall'amministrazione. E cioè la pulizia delle strade, l'ordine dei palazzi pubblici, la bellezza di tutte le strutture, dalla biblioteca civica al mercato, per l'appunto. E qui c'è un combinato disposto fra la civiltà degli abitanti e l'efficienza dell'opera della pubblica amministrazione.
Ma ci sono anche scelte amministrative che fanno la differenza. Una su tutte: si pensi al costo del parcheggio per le auto nelle strisce blu. A Genova, per dire, costa due euro e mezzo all'ora. A Roma, sia a piazza Venezia, sia nel quartiere Prati, non a Torpignattare, costa un euro all'ora. A Minorca, che pure non è una metropoli dove i parcheggi abbondano ovunque, costa fra 0,4 e 0,8 centesimi all'ora con prezzi differenziati fra residenti e no.
Sarà un piccolo particolare, ma io io credo che quei due euro e mezzo all'ora - che forse sono una ricchezza per le casse del Comune e che, oggettivamente, in parte sono magari giustificati dalla scarsità di parcheggi in città - in realtà siano davvero un impoverimento per Genova. Basta accorgersene. Basta un giretto a Minorca.