Le liste del Pdl anche nei comuni più piccoli

Per quest’anno non cambiare stesso albergo, stesso mare. Tre mesi dopo il Popolo della Libertà si ritrova e ci riprova. Stati generali all’hotel «El Chico» di Varazze. Questa volta si tirano le fila del discorso cominciato il 12 dicembre tra lo scetticismo di chi non credeva che si potessero mettere insieme tanto facilmente tre realtà vicine ma differenti. Invece, i militanti e gli eletti di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lista Biasotti hanno lavorato da subito insieme e ora si alza il sipario. Basta indiscrezioni del dietro le quinte, si va in scena con programma e candidature per le amministrative. «Non cambiamo perché ci ha portato fortuna quella sede». La voce che si alza è quella di Michele Scandroglio deputato ligure del Popolo della Libertà e coordinatore regionale di Forza Italia.
Scandroglio, iniziamo subito dalla novità. Domani a Varazze si parlerà delle prossime amministrative, non dei candidati nei piccoli comuni anche se la notizia arriva proprio da lì.
«Sì, abbiamo deciso che ci presenteremo ovunque anche nei comuni con meno di diecimila abitanti con il simbolo del Pdl. Vogliamo essere visibili ovunque con la nostra identità politica».
Mossa azzardata. È una scommessa anche questa.
«Il Popolo della Libertà è un nuovo modo di affrontare la politica anche in queste cose. Avremo tre opzioni: potremo realizzare un simbolo che contenga la fascia tricolore del Pdl; lo stemma Popolo della libertà con il nome del candidato sindaco al posto della scritta “Berlusconi presidente”, oppure una sigla che contenga il distintivo del Pdl e della Lega insieme. Ma da lì non si scappa».
Torniamo a sabato, si ripete l’avventura. Quali saranno le novità?
«Dal punto di vista organizzativo c’è che chiunque può partecipare. I seicento delegati della volta scorsa socializzeranno il lavoro svolto nelle singole commissioni anche con chi a dicembre non ha potuto partecipare. Di questi mesi di intense riunioni, coordinate dal consigliere regionale Franco Rocca, si farà un sunto. Produrremo anche un documento unico sul progetto futuro per la Liguria».
Poi le proposte per le candidature di giugno. In primis ci sono le elezioni provinciali di Savona.
«Già dalla mattina i coordinatori regionali discuteranno sui nomi dei possibili candidati. Su questi nomi entro il pomeriggio verrà presa una decisione di massima che i coordinatori dei movimenti presenteranno all’assemblea».
Quindi sarà il «popolo» a scegliere i candidati?
«Direi di sì. È chiaro che noi faremo una scrematura e proporremo nomi che speriamo siano in sintonia con la base, ma se l’assemblea esprimerà dissenso faremo nuove valutazioni».
Ultimo, ma solo cronologicamente, interverrà il ministro Claudio Scajola.
«Scajola sarà con noi già dalla tarda mattinata e a lui toccherà tirare le conclusioni di una giornata importante».