La maestrina dalla penna azzurra

«Qui bisogna usare la testa, non il cuore». Parola di Raffaella Della Bianca, apprezzata capogruppo in azzurro in consiglio comunale a Genova e candidata alla Camera dei deputati per il Popolo della Libertà che, negli ultimi giorni della campagna elettorale, ha toccato con mano quanta confusione ci sia tra gli elettori. Soprattutto tra quelli orientati a votare per il centrodestra ma che seguono poco i passaggi politici e, magari, non hanno capito che l’Udc e La Destra non sono alleate con il Pdl e la Lega Nord che candidano Berlusconi premier.
«Sono quasi allarmata per quello che ho sentito e visto in questi giorni. Molte persone si sono avvicinate a me e sorridendo mi dicevano che avrebbero votato un partito piuttosto che un altro che non era il Popolo della libertà, ma che comunque era nel centrodestra e quindi si andava a governare insieme- racconta Raffaella Della Bianca-. Testimone di quello che è successo è anche l’amico Beppe Costa che era presente con me in molti incontri. La gente purtroppo non capisce che non esistono più le vecchie alleanze, ne tantomeno comprende quale è il meccanismo di questa legge elettorale».
Allora, cerchiamo di spiegare come funzione il «Porcellum». Esistono due soglie di sbarramento differenti: quella per la Camera dei deputati (scheda rosa) è al 4% a livello nazionale, quella per il Senato della Repubblica (scheda gialla) è all’8% su base regionale. Tutti i partiti che rimarranno al di sotto di queste due soglie non avranno diritto ad avere rappresentati in Parlamento: «Questo forse molti elettori non hanno ancora capito: ogni voto tolto a Popolo della Libertà e Lega Nord e dato ad altri partiti di centrodestra potrebbe essere un voto regalato a Veltroni- ammonisce la Della Bianca-. In questo delicato momento per l’Italia bisogna scegliere tra chi ha la possibilità di governare realmente e anche il singolo voto qui può fare la differenza».
Quello della candidata alla Camera in Liguria per il Pdl non è l’unico appello al «voto utile» che è stato lanciato in questa campagna elettorale. Il primo lo aveva fatto direttamente Silvio Berlusconi. Poi, due giorni fa, anche alcuni esponenti del movimento «La Destra» hanno capito che piuttosto che lasciare il paese in mano agli eredi di Prodi si può pensare ad un voto utile. Così Luciano Buonocore, garante nazionale degli iscritti al partito della Santanché e Storace, ha lanciato il suo appello a livello nazionale: «Al Senato votiamo Popolo della libertà, ogni altro voto è dannoso. Sarebbe un rischio troppo grosso per il Paese».
Una dichiarazione quasi sorprendente ma che ha un senso rispetto a questa legge elettorale e che assume un valore ancora più importante in Liguria, dove lo scarto tra i due schieramenti principali è ridottissimo: «Ma ritengo che non si debba rischiare troppo neanche alla Camera - ribadisce il capogruppo azzurro in Comune-. Su entrambe le schede va scelto chi ha la possibilità di andare alla guida del Paese. Quindi l’invito è a fare due croci sul simbolo del Pdl su entrambe le schede». Più chiaro di così.