Malasanità e sanità buona

(...) salvato la vita di mia moglie, in un parto difficilissimo, bissata, trent’anni dopo da mia figlia per una caso del tutto analogo. Per avere poi curato a lungo in tenera età e operato all'anca un mio nipote, oggi divenuto un avvenente giovane, alto 1.90, pieno di vita, ben avviato nella professione e presto sposo felice. Per avere, in tempi più recenti, curato per diversi mesi alla perfezione l'ultima mia nipotina, nata prematura, ora bellissima quindicenne, bravissima a scuola e possente “schiacciatrice“ in una società dilettantistica di pallavolo. Ma, come noi, penso che migliaia di famiglie saranno state beneficiate dal Gaslini e ad esso saranno riconoscenti. Non sarà un espisodio certo doloroso, per il quale lei ha fatto bene ad esprimere il cordoglio di tutti noi, che potrà inficiare il vasto patrimonio di grandi benemerenze acquisito dal Gaslini. Io e i miei figli, quale modestissimo segno di riconoscenza, destiniamo il 5 per mille dell'Irpef al n. 00577500101 di codice fiscale del Gaslini».
Da Monza, la signora Paola scrive invece: «Devo complimentarmi con voi perché, per una volta, ho letto parole in difesa un ospedale italiano bombardato dagli attacchi dei mass-media in occasione della morte del piccolo Darwin Francesco, dopo che gli fu somministrata l'anestesia in occasione di un intervento di routine presso l'Istituto Giannina Gaslini di Genova. Conosco benissimo il Gaslini, dal 1964 ho avuto il mio pediatra in quell'ospedale ed è diventato per me e per la mia famiglia un punto di riferimento fondamentale, oltre ad essere un amico meraviglioso. Grazie al cielo ci sono ancora ospedali in Italia come il Gaslini e voglio unirmi a voi per difendere questa perla della nostra sanità che ha rappresentato e rappresenta la speranza per tantissimi bambini italiani e stranieri».
Non una parola in più.