Medjugorje, rifugio dei «testimoni» di fede

«Medjugorje. E dopo?» di Gianni Romolotti (Sugarco Edizioni) si svolge tra due parametri: uno di Andrea Tornielli nella prefazione, l'altro, la «Sberla», dell'autore che ci spiega perché ha diviso il libro in tre parti. Un «Prima», un «Dopo» e in mezzo l'esperienza che gli cambiò la vita: la foto riprodotta in copertina, di cui conserva geloso il negativo, e che rivela la figura di Maria sullo sfondo del cielo. La scattò 25 anni fa, il primo maggio nel 1987, andando a Medjugorje per fotografare il fenomeno del sole roteante. Si accorse della misteriosa parvenza solo sviluppandola, ad occhio nudo non l'aveva percepita.
Tornielli nella prefazione scrive di avere amici devoti di Medjugorje ma d'essersi sempre accontentato di leggerne fino al marzo scorso quando partecipò ad un pellegrinaggio in una svolta di vita professionale, con il passaggio dal Giornale alla Stampa. Compì un tour di tre giorni: uno di marcia forzata in pullman da Milano alla località dell'Erzegovina, due di «full immersion» tra i pellegrini. Si è sentito colpito dai tanti «testimoni» di fede. È proprio nelle conversioni del cuore il miracolo più grande dei luoghi a «Firma di Maria». Questo è il titolo di un altro libro di fede, in cui Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, e Saverio Gaeta constatano che le apparizioni della Madonna disegnano sull'Europa una grande «M» in corsivo, iniziando da Pontmain in Bretagna, passando per Fatima, Lourdes, Pelleoisin, Parigi, La Salette, Banneux e Beauraing, Roma e Civitavecchia, Siracusa, per concludere a Medjugorje.
Tornielli, da buon vaticanista, dice «Attendo il giudizio della Chiesa», ma è conquistato dall'esperienza comunitaria che si svolge a Medjugorje, come in altri luoghi mariani. Lì si può piangere in libertà, riconsiderarsi, sperare in un futuro cristiano, pur se il precristiano Seneca scriveva nelle Lettere: «Tutti vivono con lo sguardo rivolto al domani. Un male immenso. Non vivono, sempre in attesa di vivere, rimandando tutto al futuro».
Invece per Romolotti - ed è l'altro parametro, l'hic et nunc della sfida che Cristo ha dato all'esser uomo di ognuno - accade quella «Sberla di Dio» dell'incredibile foto. E di qui la domanda: «Perché proprio a me?».
Di qui uno sguardo critico su un «Prima» della sua vita, niente male però come si legge anche in un'intervista di Stefano Lorenzetto, non a caso insignito del Guinness per le sue «Interviste» a tutta pagina: Lorenzetto è un turbo-escavatore di umanità profonda. Quel suo articolo ha per titolo: «Faceva gli spot con Frank Sinatra, poi ha fotografato la Madonna a Medjugorje». Romolotti è del 1936 e la sua umanità consta di ricordi di guerra, come «Littoria e Reggio Emilia», come i terribili anni nel Triangolo Rosso, fino alla «vittoria della civiltà», le elezioni del 18 aprile 1948. Ci salvarono dal finire comunisti sovietizzati. C'è il suo approdo professionale a Milano, «finalmente!», dopo la gavetta in provincia (alla Gazzetta di Parma, Gazzetta di Pavia): Milano, allora grande e generosa!
Il «Dopo» è fatto di «Incontri». Con Padre Slavko, il burbero frate guerriero capace di credere da subito nei veggenti e di ammonire della futura guerra in Bosnia, profetizzata dalla Madonna. Gli «Incontri» sono con i Gruppi di Preghiera al Palatrussardi, con Radio Maria, con i Pellegrinaggi nei luoghi mariani. In questo «Dopo» arriva il dolore nello scontro con un melanoma e tre infarti, ma Maria è la madre che si fa vicina al figlio quando ha bisogno. Lo affianca ma gli chiede di portare la croce.
L'«Incontro» è anche con i Santi, quelli storici e del nostro tempo come la giovane Chiara Badano del Sassello, morta nel '90, ora «Beata». Ecco ancora l'«Incontro» a Giustenice di Pietra Ligure con la comunità di recupero per tossicodipendenti, di Suor Elvira e Suor Piera. Vi si lavora e non si prende metadone neanche per disintossicarsi. E Romolotti ci racconta la storia della mamma di Mauro, un ragazzo in via di recupero. La droga ha distrutto la microattività familiare di vendita di calzature, ha alienato la casa di proprietà. Poi la rinascita in comunità, perfino la voglia della madre di aiutare gli altri, magari un malato, perché lei è brava nei lavori a maglia.
«Capito Pannella?» chiede l'autore, associandogli la Bonino, la Turco, il don Gallo. Ricordo che Colette Rosselli, moglie di Montanelli, l'indimenticabile «Donna Letizia», di Pannella scrisse di non perdonargli la «triste sceneggiata» di aver fumato uno spinello ad un raduno di ragazzi. «Diritti dei laici: Aborto, Divorzio, Pornografia, Commercio d'Embrioni, Eutanasia?». Secondo Romolotti, distruttive false libertà: una devastazione demoniaca del mondo contro il messaggio di Maria che continua a pregare per noi tutti.