Metti in Circolo il tuo cuore

(...) con cui, nel 1994, nacquero i club di Forza Italia che accolsero l’appello «L’Italia è il Paese che amo» di Silvio Berlusconi. Da allora, Forza Italia è cambiata molto. Berlusconi, meno. E il doppio binario fra i partiti che saranno l’ossatura della nuova Federazione delle libertà e i Circoli, è una manovra magari all’inizio difficile da capire, ma assolutamente condivisibile. A patto che gli stessi Circoli non diventino un comodo centro di riciclaggio di personaggi di partito che rischierebbero di rovinare tutto lo spirito innovativo dell’iniziativa.
La struttura messa in piedi da Vittoria Michela Brambilla - una forza della natura, impolitica nel senso più bello che la parola sa avere - sembra davvero un nuovo inizio. Nel cuore, nell’entusiasmo, nel piacere di ricominciare a parlare di politica, politica vera.
E, al proposito, vi racconto la mia esperienza personale. L’altra sera ero a Savona - invitato da una signora gentilissima che mai avevo visto prima, Angela Berlanzoli, presidentessa del primo circolo della Liguria - per chiaccherare con Gabriele Albertini delle sue esperienze da sindaco, da eurodeputato e da autore del libro in cui si racconta.
É stata una sera straordinaria: perchè Albertini dice cose e si fa capire quando le dice; perchè è lontano anni luce dalla politica degli intrighi; perchè è simpatico. Ma anche perchè ho sentito, come raramente accade, il pubblico partecipe di un discorso, di un progetto e di un’esperienza. La sala rossa del Comune di Savona era strapiena. Ma, soprattutto, la gente non voleva saperne di andare via: giovani e anziani, ragazze affascinanti dagli occhioni in tinta con i vestiti e nerboruti e barbuti omaccioni, sindaci e medici, avvocati e addirittura magistrati. Avremmo dovuto finire alle 20. E alle 21 c’erano ancora mani che si alzavano.
In quella sala, c’era un popolo. Un popolo che troppo spesso non ha voce. E che l’altra sera, l’ha riavuta. Il cuore è in Circolo.