Metti una sera d'estate a cena dove rinasce la Balena bianca

(...) è stato il vero protagonista dell'incontro organizzato per festeggiare il settantesimo compleanno dell'ex assessore Tullio Mazzolino. Una carriera trascorsa nel simbolo dello Scudo Crociato e iniziata nel 1974 con l'elezione a consigliere nella circoscrizione di San Teodoro. Poi l'elezione nel comune di Pieve Ligure prima di essere catapultato a Tursi, durante la giunta di Cesare Campart, in qualità di consigliere, revisore dei conti e infine assessore al traffico, ai trasporti e all'economato (dal 1985 al 1990). Sono gli anni in cui Genova cerca di darsi una nuova immagine con le isole pedonali di Via Sestri e del Quadrilatero che provocano proteste e blocchi stradali da parte dei commercianti. «Ma in quei giorni mi sono trovato a parlare con l'ex sindaco Vittorio Pertusio che mi ha invitato a resistere perché i commercianti poi avrebbero capito, e così ho fatto», racconta Mazzolino. Ricordi. Memorie. Come quella volta che riceve il sostegno del Cardinale Giuseppe Siri con poche e scarne parole in genovese, «Stamme ben Massulin», e un saluto confidenziale («ciao») il giorno di San Sebastiano, patrono dei vigili, al termine della messa nella Chiesa di San Camillo.
Un'esperienza di vita che Mazzolino ha condiviso con amici e compagni di partito seduti a tavola venerdì sera con lui. Giorgio Calabrò, assessore ai lavori pubblici di Sestri Levante, Simone Fenia, ex Consigliere del Municipio Valpolcevera insieme al figlio Luca Mazzolino, Carlo Birone, anche lui ex consigliere della Provincia. E poi Salvatore Carotenuto, Ferruccio Capanna, Betti Bassano Eros, Paolo Turello che era segretario di una sezione della Democrazia Cristiana come Rocco Frontera. Frontera, in particolare, era molto conosciuto in quanto responsabile dei Cineforum parrocchiali di tutta la Liguria. C'è anche Rossana Migliaccio seduta di fronte a Mazzolino. Questa volta il legame di amicizia non si fonda sul partito perché lei, impiegata comunale, è una delle fondatrici, negli anni novanta, del partito dei Democratici di Sinistra. Eppure «ho conosciuto Tullio quando era revisore dei conti in Comune e ci ha subito uniti la stessa passione che mettiamo nel fare politica». La stessa passione che ha fatto incontrare Mazzolino e Maurizio Balpiano. Sono i tempi dell'università. «Avevo 22 anni, studiavo ingegneria», inizia a raccontare Balpiano tra un piatto di ravioli e il fritto misto all'italiana. Una storia di incontri, discussioni, propaganda elettorale che coinvolgeva gli studenti di tutta la città perché «Mazzolino aveva creato una rete di giovani democristiani che andava da Nervi a Voltri. Era quello il modo di fare politica. Quando non esistevano ancora facebook e twitter l'unico modo di diffondere le idee era il passaparola».
Siamo ai tempi delle correnti e Mazzolino era un capo corrente che riuniva più di 500 iscritti. Era la corrente dei «fanfaniani» che aveva sede in via Sa Lorenzo 19 e riuniva le sezione di via Casacci a Oregina, quella di San Paolo sopra via Acquarone, Arenzano, via Bertuccioni, Banca del Lavoro e dei tassisti. Poi c'erano la corrente di Scialba e Scalfaro in vico Falamonica, quella di Carlo Donat- Cattin in salita Pollaiuoli, quella «morotea» che non aveva sede e si incontrava in via XII Ottobre. «Per decidere la linea della corrente ci riunivamo prima e in base alle decisioni prese - ricorda Mazzolino - andavo alla conferenza dei capicorrente che si teneva nella sede della direzione provinciale in via Caffaro. Era lì che si stabilivano le linee di partito, gli incarichi pubblici e i ruoli da assessore».