«Il mio Grifo è come uno spettacolo Buoni risultati e classifica dignitosa»

Tullio Solenghi, ma a chi dobbiamo stare attenti? Chi sono quei tre?
«Sono Marco Borriello, Ciro Immobile e Juan Manuel Vargas. Chiaro?».
Tullio Solenghi, attore comico e doppiatore, genovese classe 1948, torna in città per uno spettacolo teatrale - «Attenti a quei tre» - per affrontare un testo divertente insieme a Maurizio Lastrico (altro genoano) e ad Enzo Paci, lui lievemente sampdoriano, ma nemmeno tanto. Un bello spettacolo (è già tutto esaurito) in occasione del Salone Nautico.
«Già - dice Solenghi sempre in chiave rossoblù - quest'anno il mio Grifone sta navigando abbastanza bene. Non è un mega yacht, ma via un buon motoscafo d'alto bordo sì».
E questo spettacolo?
«È una specie di “Bignami” della comicità. C'è un po' del Trio, un po' di Zelig, un po' di satira alta. Insomma due ore per sorridere e anche ridere».
Come il tuo Genoa?
«Beh, sì il mio Genoa quest'anno mi pare faccia sorridere, cioè sta offrendo buoni risultati e un posto in classifica dignitoso. Undici squadre sono peggiori dei Grifoni. Che vogliamo di più?».
Parliamo di Marco Borriello...
«Un mostro, guai a lasciarlo libero. Per me diventa il capocannoniere del campionato. Speriamo però che non dia troppo nell'occhio, altrimenti ce lo portano via subito».
E Immobile?
«Che bel giocatorino! Un po' acerbo ancora, ma quante volte si è trovato davanti al portiere? Vuol dire che il fiuto del gol ce l'ha e come. Speriamo che una volta per tutte segni un po' di gol, due punte come abbiamo noi chi le ha oggi?».
Alla vostra rappresentazione invitate anche Gigi De Canio?
«Vorrei invitare almeno quei tre e anche l'allenatore, ma anche tutta la squadra. Così potremo dire: “Attenti a quegli undici”!».
Come finirà quest'anno il Grifo?
«Io mi accontenterei dell'ottavo posto, non dimentichiamo che da quando c'è Enrico Preziosi siamo sempre rimasti in serie A e, a parte l'ultimo anno, siamo sempre rimasti nella parte sinistra della classifica».
Tu, però, ogni tanto lo hai attaccato il Presidente.
«L'ho attaccato, ma da innamorato del Genoa, quando ci vendeva i grandi campioni. Calma, presidente, volevo dirgli... calma... Qualcuno almeno tienilo».