Nel weekend i turisti restano a piedi

(...) Poi si era scoperto che c’erano le bici, ma non le piste ciclabili. Poi erano anche sparite le stesse biciclette. Insomma, un servizio mai decollato. Completamente. Adesso si replica nel Tigullio. A Sestri Levante e Lavagna le dueruote nuove di pacca, alcune corredate di motore elettrico con batteria ricaricabile, restano in bella mostra sulle griglie del lungomare e in altri punti strategici. Per noleggiarle però serve una tessera a pagamento del costo di 10 euro. Poca roba. Il problema è comprarla, questa tessera. Chi dovesse avvicinarsi al punto di raccolta delle bici dopo le 14 del venerdì dovrebbe arrendersi. Torta di riso, finita! Pardon, esiste sempre l’altra soluzione: aspettare fino a lunedì che gli uffici dell’«Urp», l’ufficio relazioni con il pubblico dei Comuni di Sestri Levante o di Lavagna, riaprano.
Il cartello è desolante per il turista che si sente preso in giro. E che magari non accetta il suggerimento stampato sul cartello che invita a cercare «altri punti su tigullionbike.it». C’è in effetti un sito dedicato alla nuova iniziativa. Internet, ammesso che il turista ormai demoralizzato sfili un pc portatile dal costume, non regala grandi soddisfazioni in più. C’è un punto dove anche di sabato si possono ottenere le tanto agognate schede ed è il comando della polizia municipale di Sestri Levante, che apre dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Di domenica, neanche a parlarne, per carità. Ma soprattutto, se uno è distante dalla sede dei vigili in piazza della Repubblica, magari è addirittura a Lavagna, come fa ad andare a comprare la scheda? Certo non in bici.
L’«esplosione» di passione per le biciclette assume quasi i contorni del mistero? Perché fare tanta fatica e tanti annunci per servizi poi quantomeno incompleti? Di certo i Comuni che dicono di investire sui percorsi «ecologici» ricevono fiori di contributi dall’Unione Europea. E anche a Sestri Levante, come in alcuni altri Comuni liguri tra cui la stessa Genova, sono fioriti «pezzi» di piste ciclabili. Perché il problema è tutto lì. Le piste vengono spesso fatte di pochi metri. Iniziano e finiscono in punti assurdi. Ma i «metri» di pista vengono conteggiati per quantificare i finanziamenti.
Il servizio di bike sharing insomma parte anche nel Tigullio tra i mugugni e il disinteresse. Ma forse è solo perché tutti si erano illusi nel giorno della presentazione con Claudio Burlando, Raffaella Paita, il sindaco di Sestri Andrea Lavarello. Tutti a pedalare felici senza sosta. Le cronache narrano addirittura di un governatore capace di coprire 30 chilometri. Quel giorno era sabato. Chissà, forse loro sapevano di dover andare dai vigili di Sestri a farsi dare le tesserine?