A Nervi i cimiteri si salvano solo per la vista mare

Sarà che Sant'Ilario è un posto a cinque stelle, e qui ogni cosa ha un sapore diverso. E non per la presenza del leader dei grillini, ma per l'incanto del luogo, per la posizione a picco sul mare, per la pace e i colori di questo angolo di paradiso a pochi passi da Genova. E così, a Sant'Ilario succede che anche il camposanto sia un posto particolarmente suggestivo. In salita, cinque livelli o forse addirittura di più, collegati da una grande scalinata che si arrampica verso le colline. In basso, tutt'intorno il mare come ad abbracciare e cullare chi riposa in queste tombe. E fa meno effetto se l'erba in alcuni punti non è così curata, tagliata a raso o se ci sono dei punti con le transenne di lavori in corso e se in fondo ad uno dei piani del cimitero, c'è un complesso di loculi vuoti e semidistrutti abbandonati lì in mezzo alla vegetazione.
Le condizioni di questo cimitero non sono paragonabili a quelle degli altri e più famosi della città. Non ci sono rifiuti, non ci sono tombe piene di rifiuti, manca l'evidenza di un degrado sfacciato che altrove colpisce al primo ingresso. Il viaggio nei camposanti della città continua quindi, e riprende dal Levante questa volta. Lasciato Sant'Ilario, ridiscendiamo verso la città e ci spostiamo a Nervi, dove nello spazio di due colline ci sono due camposanti. Uno di fronte all'altro, quasi a guardarsi.
L'ingresso a Nervi 3 è attraverso un grande arco con la scritta sopra che dice «Resurrecturis». Le condizioni non sono molto diverse da quelli di alcuni altri cimiteri, i problemi più o meno gli stessi. L'erba che copre le tombe quasi a farle sparire, le lapidi appoggiate in terra, una zona di lavori in corso nei campi delle estumazioni. Le gallerie coperte con i muri completamente mangiati dall'umidità e dalle infiltrazioni. In alto, a coprire il soffitto, una rete per proteggere evidentemente dalla caduta di calcinacci o altro genere di materiali. Quello che colpisce è la struttura di questo cimitero, un'architettura moderna per certi aspetti che si inerpica a terrazze anche qui lungo la collina. Più si va in alto, più le condizioni del camposanto peggiorano. La parte coperta con le cappelle, ha mura e pavimenti bagnati d'acqua, così come le zone dei colombari sono decisamente tenute peggio dei piani inferiori.
Usciamo da Nervi 3 e saliamo sull'altra collina verso Nervi 2. Anche qui è la posizione ad incantare e il senso di pace e di tranquillità di questi luoghi. Il cimitero è terrazzato, a più livelli, con un curioso incrocio a spirale di ringhiere. Per il resto, c'è poco da dire: le problematiche sono quelle di sempre, i campi in alcuni punti lasciati andare con l'erba incolta che ricopre le lapidi, mura scrostate, loculi vuoti. Ma almeno, ad allietare la vista, ci pensa l'orizzonte.
(3 - continua)