Nessun limite alle auto blu, lo dice la Corte

(...) aveva fissato delle regole stringenti per le «autovetture di servizio (cosiddette auto blu)». Ovvero: che «la cilindrata non può superare i 1600 cc.» (comma 1); che «le auto ad oggi in servizio possono essere autilizzate solo fino alla loro dismissione o rottamnazione e non possono essere sostituite» (comma 3); che «con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono disposti modalità e limiti di utilizzo delle autovettura di servizio al fine di ridurne numero e costo» (comma 4). Restrinzioni che rientravano nelle «disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria».
Tant'è che la Regione Liguria solleva una questione di illegittimità costituzionale dei provvedimenti, ribadendo il concetto di autonomia territoriale e quindi contestando che una norma stabilita da Roma potesse essere applicata anche agli enti locali. Non solo, visto che con il generico riferimento alle «auto blu» nel decreto si indicano sia le auto blu sia quelle di servizio, nel ricorso ligure si faceva notare che il tetto della cilidrata ai 1600 sarebbe stato lesivo «del buon andamento dell'amministrazione regionale, dal momento che la limitazione non tiene conto della diversità delle situazioni operative» come ad esempio, «lo svolgimento adeguato di taluni compiti pubblici può richiedere mezzi di potenza superiore, come i settori di competenza regionale della protezione civile, della guardia forestale e della polizia amministrativa». Tradotto: «Alla lettura del decreto - spiega l'assessore regionale al bilancio Pippo Rossetti che non sapeva nemmeno che la Corte gli avesse dato ragione - ci siamo detti che da quel momento non avremmo più potuto fornire alla Forestale mezzi più potenti di 1600 cc, come invece è previsto dalla convenzione che abbiamo come Regione Liguria da più di vent'anni. E se devo andare nei boschi come faccio?» Lo stesso discorso, dice Rossetti, vale per i mezzi antincendio.
«Noi abbiamo fatto ricorso solo per le auto di servizio della forestale e antincendio». D'accordo, ma nel decreto si parla anche di «auto blu». «Bisogna andare a vedere la classificazione che fa il ministero delle varia auto: blu, blu blu e di servizio - continua Rossetti -. Noi abbiamo inteso che fossero per incendi e forestale e per me l'importante è che la Forestale non abbia limiti». Ma al di là delle diverse diciture delle macchine istituzionali, il punto è che la Consulta ha respinto il ricorso della Liguria in prima istanza perché già il decreto Tremonti non prevedeva che nel giro di vite fosse compresi anche gli enti locali e le Regioni, e quindi mancavano di per sé i presupposti per opporsi ai provvedimenti romani. Ma come se non bastasse, la Consulta «boccia» persino la correzione fatta a gennaio 2012 dal governo Monti che prevede di applicare i tagli a tutti gli enti, nessuno escluso. Sancendo anche in questo caso, la piena e totale autonomia delle Regioni rispetto alle regole romane. E dando di fatto il via libera perché gli enti facciano pure quello che vogliono, in materia di cilindrate e auto.
E quindi, assessore Rossetti, le altre vetture della giunta? «Guardi, ce ne sono 10 con 16 autisti, prima erano 16 con 22 autisti. Ormai quelle a cilindrata superiore ai 1600 cc sono quasi tutte terminate e di certo non mi metto a pagare una penale per cambiarle prima della scadenza del leasing. Se poi ci sono Regioni che dopo l'ordinanza della Consulta, se ne approfittano e si prendono dei bolidi allora...».
Sempre in tema di sprechi: al momento alla procura di Genova non risultano indagini in corso sull'eventuale uso di risorse da parte di personale della Regione Liguria o del consiglio regionale, né ci sono segnalazioni sui gruppi consiliari.