Nomina Porto di Savona, l'Idv «spara» su BurlandoLa bocciatura di Angrisano al vertice dell'Autorità portuale

Ancora guai in vista per Claudio Burlando con la sua maggioranza. In particolare con l'Italia dei Valori che non ha gradito la bocciatura da parte del governatore dell'ammiraglio Felicio Angrisano quale possibile presidente dell'Autorità portuale di Savona. «La linea del nostro partito – spiegano in una nota congiunta il deputato e coordinatore regionale Giovanni Paladini, e i consiglieri regionali Stefano Quaini e Nicolò Scialfa – è da sempre quella di favorire, nell'ambito di nomine, figure caratterizzate da forti competenze tecniche, attraverso il principio sacrosanto della meritocrazia. Già in sede di formazione della terna da inviare al Ministero avevamo chiaramente espresso il nostro punto di vista, ritenendo la candidatura dell'ammiraglio Angrisano quella più idonea per guidare l'ente strategico del porto di Savona, alla luce della sua pluridecennale esperienza, del suo curriculum e del proprio mettersi a disposizione della collettività».
Il nome di Angrisano sembrava in effetti a molti quello più indicato. E tra l'altro incontrava anche il favore del presidente uscente Rino Canavese, cosa che avrebbe garantito anche contonuità nel buon lavoro svolto. Ma evidentemente Burlando ha avuto qualche altro motivo per bocciarlo. «Riteniamo che il concetto meritocratico avrebbe dovuto essere tenuto in debito conto - continua l'Idv - ma, a quanto pare, tendono a prevalere logiche di spartizione di poltrone che rischiano unicamente di alimentare insofferenza e indignazione agli occhi della pubblica opinione. Di fronte alla notizia della bocciatura di Angrisano, motivata peraltro in maniera molto debole e confusa, ci piacerebbe capire quali siano state in realtà le giustificazioni tecniche per cui un dipendente pubblico, con alle spalle esperienze di gestione della portualità, non sia stata considerata la figura più adeguata a coprire un incarico che, ripeteremo all'infinito, è necessariamente basato su capacità e idoneità non improvvisabili». A parlare di «spartizione di poltrone» sono gli alleati di Burlando. Che ora rischia di perdere la faccia.