Non è un quotidiano Per me è come una seconda famiglia

di Roberta Bartolini

Caro Massimiliano, leggo con interesse e simpatia il tuo incitamento ai lettori de «il Giornale» di scrivere e raccontare la propria esperienza e storia personale in rapporto alla lettura di un quotidiano che è un loro quotidiano di riferimento. Un po' come avviene per i leghisti e «La Padania». «La Padania» è il Vangelo, è una sorta di lavaggio del cervello per i suoi lettori, nonché leghisti doc e uomini e donne del Nord che amano il loro territorio, il loro presente ed il loro futuro e si affidano in toto ad un quotidiano che rappresenta il loro mondo.
Ecco, per me questo rappresenta «il Giornale», sia nazionale che locale, un punto di riferimento, il pane quotidiano, la mia seconda famiglia come Vi ho detto più volte. Ultimamente ho cambiato o spostato le mie idee non solo politiche ma anche di vita e sociali verso i lidi leghisti, verso quei progetti grandi, lontani ma non irrealizzabili che la nuova Lega 2.0 di Maroni - una Lega in rinnovamento, in crescita - progetti come quello della Macroregione che includerebbe anche la Liguria se solo ne vorrà far parte. Tutto questo viene enunciato ne «La Padania» ma anche evidenziato da «il Giornale» nazionale. Il motivo? Perché questi due quotidiani sono i veri protagonisti del mondo di centro destra e della Lega, amanti della libertà di idee e della concretezza, dell'Italia e dei suoi problemi. A questa gente non interessano i giochi di palazzo, gli inciuci, gli intrallazzi che danno spazio a certe persone e non ai cittadini.