Nuova aula per le aspiranti stiliste

Studentesse trasformate in imprenditrici. E il sogno diventa realtà all'istituto professionale «Duchessa di Galliera» che si arricchisce di un nuovo laboratorio di sartoria industriale. A donarlo il segretario di Confartigianato Liguria Luca Costi che ha dato 10mila euro in ricordo di sua madre Piera Baghino. «Non una semplice targa a titolare un'aula vuota, ma operativa - spiega emozionato Costi -. Una donazione privata necessaria per l'acquisto di macchinari tecnologici e innovativi». Il denaro ricevuto ha difatti permesso il ripristino dell'impianto elettrico, la tinteggiatura, l'acquisizione di computer, software di design industriale e di modellismo, macchine da cucire e un tavolo professionale. Ci sarà spazio anche per la vecchia macchina da cucire della signora Baghino. «Rappresenta un momento importante per l'istituto - aggiunge il dirigente scolastico Ignazio Venzano -, perché il laboratorio affiancherà il già esistente laboratorio artigianale dove si creano modelli di abiti da sposa e per bambini».
A tagliare il nastro ieri mattina sono stati Giovanni, Luca e Diego, rispettivamente marito, figlio e nipote di Piera Baghino che di professione faceva la sarta presso un negozio di impermeabili genovese, lavoro che poi ha abbandonato quando ha deciso di sposarsi. A festeggiare il neonato laboratorio, operativo da subito, sono stati l'assessore regionale all'Istruzione Sergio Rossetti, l'assessore alla Scuola di Palazzo Tursi Pino Boero, la consigliera regionale di Parità Valeria Maione, il segretario della Camera di Commercio di Genova Maurizio Caviglia e il presidente della Fondazione delle Scuole civiche genovesi Lorenzo Caselli.
Insieme per ribadire l'importanza: «di un mondo del lavoro che collabora con il privato e soprattutto con il mondo della scuola per creare eccellenze nell'ambito degli istituti tecnici e professionali». A riguardo l'assessore Boero ha ribadito che «gli istituti professionali e tecnici non sono scuole di serie “B” rispetto ai licei. È necessario riscoprirle. Rappresentano la competenza della produzione e del lavoro manifatturiero. Immaginare che questo tipo di professioni sia secondario all'università e ai titoli accademici, è davvero un errore di prospettiva. Il tessuto economico ha bisogno di artigiani, di operai e di tecnici specializzati in grado di rafforzare la nostra produttività».