le opinioni dei lettori

2 L’AUSPICIO
Questa è l’ora

della svolta
Caro «Giornale» è arrivata l'ora di affrontare con tenacia ed entusiasmo i problemi che indeboliscono il partito, finendo per stancare anche i più affezionati. Prendere una decisione chiara e definitiva, con la speranza di far riemergere un partito che rischia di perdere consenso, avvantaggiando chi dei litigi interni ne può beneficiare. Gli elettori sono delusi, perplessi nei confronti di coloro che una volta eletti, hanno fatto emergere i personalismi contro il bene della collettività, degli elettori e del partito.
La scelta di lasciare la parola agli elettori, è un modo per coinvolgere e dare il giusto peso alle opinioni di chi ha da dire qualcosa, tenendo conto che ognuno di noi può offrire un utile contributo.
Mi auguro che con l'incontro di Milano, ci sia definitivamente la svolta che gli elettori giustamente richiedono e si aspettano. Un sentito ringraziamento per la scelta di dare finalmente spazio ai giovani, che conservano un grande potenziale da valorizzare, in Italia, ma soprattutto nella nostra regione.
Cordiali saluti
2 LA METAFORA
Abbiamo lo slancio

della neopromossa
Caro Massimiliano, il Pdl genovese verso la base, viva la base! Finalmente un primo vero incontro con la gente. Ad oggi una base del popolo dei moderati, secondo la definizione letterale del termine, a Genova non è mai nata. Ci sono i militanti, ma non la base.
La situazione potrebbe sembrare negativa sulle prime, ma a leggere attentamente la cosa forse potrebbe anche essere un bene.
La gestione di Gianfranco Gadolla è andata in soffitta senza lasciare traccia alcuna (perdonatemi l’eufemismo). Noi oggi siamo come una squadra neo promossa in Serie A, potrei dire tranquillamente come il Cesena anziché il Brescia per non dire il Lecce. Viviamo la stessa situazione mentale del non conoscere chi siamo e quali sono i nostri limiti.
Può essere un male, ma può essere anche un bene. Mi spiego.
È vista come un male per tutti coloro che amano il partito strutturato con organici cementati e blindature di ogni genere e grado. Le persone sono solo delle «pratiche». Per altri, invece, la nostra partenza potrebbe rappresentare uno spunto di novità politica per la città. A volte le partite disperate, quando non si ha nulla da perdere, possono dare origine a successi favolosi. La parola d’ordine è «dare la speranza alla gente». È questo il motivo dominante che dovrebbe campeggiare nel nostro agire quotidiano.
Genova sta cadendo a pezzi, i genovesi sono stanchi e sfiduciati dalla politica e da questa politica targata centrosinistra che sa solo stoppare e mai ripartire. Genova è da anni compressa nella sua area di rigore senza riuscire mai a fare un gol!
Quindi speranza è la parolina che potrebbe dare e darci fiducia verso un futuro a noi meno ostile. Tutti dobbiamo essere consapevoli ed umili che si «ri»-parte da zero. Oggi, infatti, sul territorio non c’è nulla che si possa identificare come un progetto di partito (Vedi gli esempi dei Municipi).
Certo ci sono gli eletti, ma si ricordi che sono stati eletti in Forza Italia, Alleanza nazionale e Lista Biasotti e questo è un dettaglio da non sottovalutare dalla valenza politica assai rilevante (nella confusione). Della serie quando la forma è anche sostanza! Oggi siamo il Pdl, tutti responsabili di un messaggio più ampio e più chiaro verso l’elettorato. Bisogna capire che quando la squadra è grande per numero dei partecipanti e perimetro politico i distinguo non devono essere la norma, ma l’eccezione. Bisogna dialogare con tutti avendo ben chiaro il minimo comune denominatore che accomuna il popolo dei moderati genovesi (Liguri?). Quindi discutere certo, ma soprattutto decidere tutti insieme e da lì ri-partire in una comunicazione capillare sul territorio. E siccome territorio uguale base, questa diventa il soggetto primario della nostra attività politica e direi sociale poiché riposa nella gente il grande valore di una qualunque attività politica.
Il paese, la Liguria e Genova in particolare non stanno attraversando un gran momento anche sotto il profilo dei valori e del rispetto delle persone.
Il successo od il fallimento del popolo dei moderati passa proprio da lì, riuscire a canalizzare l’interesse delle persone non con vuote parole o promesse «fuori mercato», ma attraverso un contatto vero e «sentito» con il popolo della base.
Avviso ai naviganti se la base diventa il soggetto protagonista della vita politica gli si devono dare anche gli strumenti, perché in caso contrario se si creano delle illusioni la ritorsione sarebbe tremenda. Cioè a dire ,la morte del Pdl a Genova.
Gian Luca Fois
2 OTTIMISMO
Verso la base

grazie al Giornale
Carissimi de il Giornale di Genova, ho letto, come al solito con vivo interesse, l'articolo sul Pdl che dà voce alla base e devo dire che un «finalmente» ci sta tutto. A mio parere questo auspicato «scatto di reni», a lungo invocato, è anche da ascrivere al contributo fortissimo dato da il «nostro» Giornale al dibattito politico nel centro destra genovese e ligure, contributo attraverso il quale, a mio parere, il «nostro» amato quotidiano ha persino, per certi versi, supplito, ammettiamolo, ad alcune carenze di carattere politico del Pdl, partito cardine, attorno al quale ruota il centro destra genovese, ligure, nazionale. Nel contempo appare di tutta evidenza che tale iniziativa, alla quale personalmente plaudo, si collochi nel contesto di un partito assai vitale, a tal punto vitale da riuscire in taluni casi, non soltanto periferici come è noto, a farsi opposizione da solo.
Un partito vitale e pregno di personalità e di eccellenze, che ambiscono solo a contribuire alla sua crescita, nella convinzione che essa corrisponda al bene del Paese e senza nulla richiedere in cambio, fatto che di per sé rende il Pdl una sorta di «anomalia» nel panorama politico italiano. Gli avversari politici del Pdl questo non lo capiscono e probabilmente non lo capiranno mai, ma gli iscritti al Pdl non sono tutti dipendenti di Silvio Berlusconi; qualcuno forse lo sarà anche, ma nella maggior parte dei casi essi sono liberi cittadini, indipendenti, autonomi e convinti che il Pdl possa davvero riformare il Paese. Ma è fuor di dubbio che sia la politica in sé ad aver perso appeal e azzardo che ciò dipenda dalla sensazione ed in taluni casi dalla consapevolezza che il vero potere stia altrove.
Nella nostra città in particolare il disagio è ormai divenuto palpabile così come la rassegnazione che le cose non cambieranno mai.
Vincere questa tendenza negativa potrebbe essere la sfida che il Pdl genovese e ligure può lanciare ai nostri concittadini, nella serena consapevolezza però che nulla come la politica è capace di illudere e di deludere. La politica, che non può e non deve diventare la professione principale di chi la esercita, tramandabile di generazione in generazione, è un servizio reso al Paese e servire il Paese è un privilegio. Ed è forse questo il male atavico ed oscuro della politica italiana, che il centro-sinistra non è stato capace di mettersi definitivamente alle spalle dopo la fine della c.d. Prima Repubblica, fatto non certamente positivo.
In questa prospettiva e con questa vocazione credo che l'assemblea aperta del 18 ottobre sarà capace di ridare entusiasmo ad un Partito che negli ultimi mesi sembrava avesse quasi smarrito la voglia di partecipare, di condividere una appartenenza politica e di essere una squadra vera, così correndo inevitabilmente il rischio di apparire come uno «squadrone di solisti».
Io personalmente spero che da questa assemblea aperta emerga nel Pdl l'esigenza di dare al partito cittadino una guida, o ancor meglio, un allenatore, un coach, che sappia valorizzare, prima di tutto conoscendole, le varie personalità ed eccellenze presenti nel Pdl, attribuendo a ciascuna di esse il ruolo giusto, sapendole dunque coordinare e mettere in movimento secondo uno schema efficace, per fare sì che il Pdl diventi una squadra vera, composta dai giocatori che scendono in campo, o che stanno in panchina o talvolta in anche in tribuna, ma anche e soprattutto capace di attrarre supporters, ovvero voti. D'altro canto chi sa di appartenere ad una squadra deve saperne rispettare gli equilibri tecnico tattici derivanti dalle scelte dell'allenatore, anche quando esse possano apparire discutibili.
Insomma ci vorrebbe una grande e diffusa umiltà e generosità politica, quella umiltà e quella generosità che in genere fa dire «se posso servire alla causa comune mi metto a disposizione». Io non so se umiltà (che non è modestia) e generosità vi siano nel Pdl, io penso di sì ovviamente, ma una cosa appare certa: organizzando questa assemblea aperta per dare la voce alla c.d. «base» (espressione che peraltro personalmente detesto anche se è stata usata dal «nostro» Giornale) a mio avviso ancora una volta Cassinelli e Scandroglio hanno dimostrato di essere dotati di una notevole sensibilità politica e penso che pertanto una risposta di vitalità non potrà che arrivare.
Una risposta da tale assemblea arriverà, per la nostra Città e per la nostra Regione, perché, mettiamocelo bene in testa, nulla cambierà se non saremo noi stessi a volerlo fortemente.
Un caro saluto.
Simone Bodio
associato Pdl