DA PAGINA 41

(...) «Non so chi s'inventa queste cose» è il commento quasi infastidito dell'esponente di giunta, a più di due settimane dall'inizio delle voci. Ma i cittadini puntano il dito proprio contro l'amministrazione comunale.
I più incattiviti sono quelli del Circolo Nuova Ecologia di Legambiente Genova, che pure, almeno per affinità di temi, dovrebbero essere amici e che affidano al sito radicale «Fai Notizia» il loro disappunto: «Un biglietto simbolico potrebbe essere un cavallo di Troia per cominciare a trasformare i parchi pubblici di Nervi in una privatissima impresa turistico ricettiva - scrivono e aggiungono -. Il biglietto non è in grado di pagare né la manutenzione, né il personale, né gli investimenti. Non servirebbe neanche a pagare lo stipendio ai bigliettai che bisognerebbe mettere ai dodici ingressi del Parco (sempre che non si vogliano chiudere quasi tutti)».
Su Facebook quelli che urlano più forte sono invece i giovani: per loro i Parchi di Nervi sono sinonimo di romantiche passeggiate o, come da tradizione, di mattinate primaverili rubate alla scuola. E proprio non digeriscono l'idea di dover pagare per entrarvi. «È vergognoso, è imbarazzante, è fantascienza» si lamentano in tanti nel gruppo «No all'ingresso a pagamento nei Parchi di Nervi» che in poco tempo ha già raccolto quasi 500 adesioni. E Valentina, si domanda ironicamente: «Ehi ma perché non ci fanno pagare l'aria che respiriamo? Tanto alla fine la producono gli alberi che ci sono nel parco di Nervi, quindi sarebbe legittimo! Come stanno al Comune? Assurdo...».
«La mia preoccupazione principale è quella di riqualificare i Parchi ma questo non vuol dire necessariamente imporre un biglietto di ingresso - risponde a tutti la Morgano, che però poi ammette, riconfermando quanto da lei stessa dichiarato alcuni giorni fa - far pagare una cifra simbolica non sarebbe certo sufficiente a coprire i costi di manutenzione ma potrebbe almeno servire a tenere lontani vandali e cattivi frequentatori. Penso al modello di Villa Serra di Comago che però ho portato all'attenzione del Municipio di Nervi soprattutto come esempio di soluzioni manutentive, forse generando così tutte le voci».
Ma allora questo ticket è o non è nei piani di Palazzo Tursi? Prova a far un po’ d'ordine Pino Fornari presidente dell'Associazione Amici dei Parchi di Nervi, dove, non senza divisioni interne, si discute da tempo sull'opportunità del biglietto: «Credo che non sia stata presa ancora nessuna decisione - spiega - C'era però l'ipotesi abbastanza concreta di un ingresso a pagamento per il Roseto da abbinare al suo progetto di recupero, il primo del piano comunale presentato in Municipio quasi venti giorni fa». C'era o c'è? «Non se n'è saputo più nulla - chiarisce il presidente -. Noi, come associazione, in ogni caso abbiamo da tempo fatto sapere di non essere favorevoli a questa soluzione che rischia di frammentare i Parchi. Abbiamo già chiesto un incontro al sindaco per promuovere un progetto che coinvolga tutti i tre Parchi contemporaneamente».
Nervi, ma non solo, attende.