«Un pari e ognuno per la sua strada»

L'imminente derby che molti definiscono «della salvezza», del dolore, delle lacrime e del sangue, dei «misci» e via dicendo (forse un po' esagerando) è anche il «derby dei ricordi», quello che non si dimentica. Addirittura da Manchester ecco Attilio Lombardo, uno che di stracittadine ne ha fatte, soprattutto in periodi felici, ma con qualche ricordo nemmeno tanto positivo. Come capita nel percorso di un calciatore.
Che si dice a Manchester, Lombardo, di questo derby? Mancini, Salsano, tu stesso, ricordate?
«Io personalmente ricordo i derby più felici, quelli vinti. E sono stati di più quelli che ho vinto che gli altri».
Che ne pensi di queste sette partite perse dalla tua Samp?
«Inaspettato questo crollo. Però, attenzione, non bisogna mai drammatizzare troppo nel calcio».
Tu ne hai subito di cicli negativi?
«Sì, ma mai così... lunghi. Siamo oggi ad un record».
Come se ne esce? Chi deve capire?
«In questa emergenza tutti hanno la loro parte di colpa: io però ricordo che in qualche momento brutto della Samp fummo noi giocatori a farci un esame serio di coscienza e poi andare in campo con la voglia di vincere».
Ma anche i giocatori di oggi vanno in campo per vincere...
«Ma se non c'è la testa...».
E chi deve valorizzare la testa?
«Certamente in primo luogo l'allenatore. Ma in secondo i giocatori. Non esiste situazione per cui allenatore e giocatori sono in disaccordo, quando bisogna vincere si è tutti uniti».
Che ne dici del tuo figliolo Mattia che segna con la maglia della Samp?
«È una grande soddisfazione. Pensa che ha giocato, nella Primavera, accanto a Palombo, per lui un momento di gloria».
A proposito, Palombo non sarebbe da recuperare?
«Sul piano tattico sarebbe eccellente sia dal punto di vista tecnico, che psicologico, è uno che dà la carica. Però non voglio entrare in altre situazioni».
Come finirà questo derby?
«Penso che un pareggio andrebbe bene a tutti, non farebbe male ad alcuno. E poi ognuno per la propria strada».