Partono dalla Liguria i progetti di An per governare il Paese

Eugenio Minasso indica gli obiettivi dell’assemblea regionale di domani

«Sarà il contributo ligure al programma elettorale di An. E in quanto tale, diventerà anche uno di punti fermi della piattaforma programmatica del futuro governo di centrodestra»: con questo spirito Eugenio Minasso, 48 anni, parlamentare e coordinatore regionale del partito di Gianfranco Fini, ha convocato l’Assemblea programmatica del partito che si tiene domani, a partire dalle 9, all’Hotel Bristol di Genova. Partecipano ai lavori, fra gli altri, il senatore Giorgio Bornacin e l’onorevole Ignazio la Russa, presidente del Gruppo di An alla Camera.
Sono finite, dunque, le tensioni interne?
«Il clima è compatto - replica deciso Minasso -. La dialettica è sfociata infine in una posizione unitaria, in cui si riconosce tutto il partito. Ne avremo una riprova proprio nell’assemblea di domani».
Giovedì si è visto Gianfranco Gadolla in prima fila all’incontro con Maurizio Gasparri, Giorgio Bornacin e Gianni Plinio organizzato da Destra domani.
«Appunto. Ulteriore dimostrazione della volontà di remare tutti insieme. Gli stessi Gasparri e Bornacin hanno partecipato a una frequentatissima riunione alla Spezia con i quadri locali, da Parodi a Gatti, da Manucci ad Anselmi».
I distinguo, se mai, ci sono con le altre componenti della Casa delle libertà, anche in Liguria.
«Le differenze ci sono, inutile negarlo, in particolare fra An e Forza Italia. Ma in ogni caso non sono della stessa intensità di quelle che agitano il centrosinistra. Sui principi fondamentali c’è intesa piena e convinta».
Ad esempio...
«Su sicurezza, infrastrutture, famiglia, ambiente. Temi sui quali si dibatte a fondo a Genova e in tutta la regione, ma anche, opportunamente, a livello nazionale».
Ne parlerete anche domani, al Bristol.
«L’iniziativa dell’assemblea regionale segue i vari appuntamenti in sede provinciale. Lo aveva raccomandato lo stesso Fini, in modo da raccogliere le varie istanze che provengono dal territorio e, sulla base di queste, elaborare le linee programmatiche del partito per la tornata elettorale».
L’attualità politica è un motivo in più per approfondire i temi.
«Infatti. Indicheremo i punti cardine di Alleanza nazionale che confluiranno nel programma comune del centrodestra».
C’è il rischio di annacquare le proposte, in nome dell’unanimismo.
«Ci sarebbe, il rischio, se non fossimo perfettamente consapevoli e risoluti nell’affermare la nostra identità. Un conto è creare una piattaforma condivisa che tenga conto dei programmi delle diverse forze politiche della coalizione, un altro conto è ridursi a compromessi, come ha fatto il centrosinistra, pur di governare comunque».
Insomma: tornerete a fidanzarvi con la Cdl!
«Di più: sarà un vero e proprio matrimonio. Ma sarà un matrimonio, anche, di interesse, reciproco ovviamente, nel senso di chiarirci bene prima, darci regole chiare, precise, in modo che non spuntino incomprensioni fra gli alleati a metà legislatura. È l’impegno che assumiamo formalmente fin da domani, in assemblea, e che porteremo avanti nell’interesse dei cittadini».