Plinio e Rixi: «Guerra agli accattoni»

Si moltiplicano, in tutta la città, i casi di accattonaggio agli angoli delle strade e anche in mezzo alle strade, in particolare agli incroci, dove lavavetri improvvisati e pseudo-giocolieri (in realtà, imbranati alle prese con palle che fanno girare le palle) assediano gli automobilisti fermi al semaforo con la richiesta pressante di denaro. Se ne lamenta Gianni Plinio, responsabile Sicurezza Pdl Liguria, che chiede al sindaco Marco Doria di dare disposizione alla Polizia Municipale di potenziare i controlli contro le forme di «accattonaggio molesto spesso esercitato all'interno di racket malavitosi che sfruttano e tengono in stato di schiavitù disabili e minori. È necessario - aggiunge Plinio - contrastare con fermezza una piaga assai diffusa anche nelle vie di Genova più centrali. Doria prenda esempio dal collega Pisapia! Proprio qualche giorno fa i vigili urbani milanesi hanno sgominato una banda di criminali rumeni che sfruttava e schiavizzava disabili e donne obbligandoli a chiedere l'elemosina ai semafori e vicino ai sottopassi. Un business che fruttava milioni di euro. Spero che il sindaco - conclude il responsabile Sicurezza del Pdl ligure -, lasciando per una volta da parte l'ideologismo che lo caratterizza, corrisponda alle sollecitazioni di tantissimi cittadini che vogliono vedere in galera chi sfrutta, sotto gli occhi di tutti, disabili, donne e bambini a scopo di lucro».
Al primo cittadino di Genova si rivolge anche il capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale, Edoardo Rixi, innanzi tutto a proposito della «presenza di un clochard che si è sistemato sotto il Palazzo della Borsa e, nell'ora di mezzogiorno, ha portato a termine operazioni di igiene personale. Scene come questa - insiste Rixi - sono ormai di ordinaria amministrazione e creano un pesante degrado sociale e urbano, generando anche condizioni igieniche davvero deplorevoli per i genovesi, per il turismo e per Genova stessa». Senza contare, aggiunge ancora il capogruppo della Lega Nord, che la crescita del degrado è caratterizzata anche dalla presenza di «questuanti, giocolieri e lavavetri ai principali incroci, intenti a chiedere al questua, anche in maniera insistente». Tipico il caso dell'incrocio tra viale Brigate Partigiane e corso Torino. «Il fenomeno - sottolinea Rixi, che ha rivolto due interpellanze al sindaco - è anche molto pericoloso sul piano oggettivo, oltre a violare l'articolo 190 del Codice della strada relativamente alle norme di comportamento dei pedoni sulle strade pubbliche».