LA POLEMICA

Non varrebbe la pena di commentare le dichiarazioni della Sgrena sulla medaglia d’oro che il Presidente Ciampi ha deciso di dare alla memoria di Fabrizio Quattrocchi, se non per due motivi: il primo è che l’arida ed acida giornalista non si fa problemi ad ergersi giudice dell’operato del nostro Presidente, disprezzando e criticando la sua decisione.
Il secondo, assai più grave e di cui nessuno ha voglia (o coraggio) di parlare, è che la Sgrena è moralmente responsabile dell’uccisione di Nicola Calipari, il quale ha messo a repentaglio la sua vita per liberare un’ambiziosa incosciente che, sfidando le raccomandazioni ufficiali che ammonivano i giornalisti a non uscire dai loro hotels, si è praticamente gettata nelle fauci del lupo, di quel lupo da lei considerato e difeso sempre come agnello.
Tutti gli altri discorsi e distinguo sono bizantinismi: se la Sgrena avesse tenuto a freno la sua ambizione, comportandosi come gli altri giornalisti certo non meno professionali di lei, Nicola Calipari sarebbe ancora vivo.
Calipari sarebbe ancora vivo.
Genova