Il politico con l’Ipad ghettizzato in aula

Un consigliere comunale naviga su Internet, usa Facebook e Twitter nel corso delle sedute di consiglio, e la minoranza s'infuria. Accade a Loano, storico feudo del centrodestra, dove il gruppo di opposizione «È Tempo», lista di sinistra sconfitta alle elezioni 2011, ha attaccato pubblicamente Giovanni Battista Cepollina, consigliere di maggioranza del Pdl, reo di passare troppo tempo sul suo tablet durante le sessioni del parlamentino comunale.
Una accusa singolare, che conferma l'ormai assoluto protagonismo dei nuovi mezzi di comunicazione in ogni aspetto della vita di tutti i giorni di ciascuno di noi (ma non della minoranza di Loano, evidentemente). L'opposizione loanese, nello specifico, più che protestare per l'eventuale distrazione del consigliere, lamenta il fatto che Cepollina, da sempre al passo con i nuovi gingilli tecnologici, sfrutti i social network per raccontare in tempo reale l'evolversi del consiglio comunale, a suon di tweet e di aggiornamenti di stato su Facebook. Galeotto fu il cinguettar su Twitter: «Assistiamo ad uno strano teatrino», ha tuonato il capogruppo di «È Tempo» Dino Sandre, «un consigliere che digita sul suo iPad, in diretta dal consiglio, per commentare quanto accade dentro e fuori dall'aula e per travisare le dichiarazioni della minoranza». Mentre molti cittadini, tra lo stupito e il divertito, si chiedevano se, davvero, a Loano non ci fossero questioni più urgenti di cui discutere, qualcuno ha fatto notare che nulla impedirebbe all'opposizione di rendere pan per focaccia al consigliere facendo la stessa, identica, cosa, ovvero controbattere sui social network. Sempre che lo voglia fare. O meglio, che lo sappia fare. Perché, stando a quanto affermato dallo stesso Cepollina nella sua replica, pare che il capo dell'opposizione non sia molto avvezzo alla tecnologia. Anzi, ne sarebbe assolutamente nemico. «Lavorando nell'antiquariato, ha poca dimestichezza con i mezzi tecnologici», ha ribattuto il consigliere Pdl, «ha anche ammesso di non essere in grado di scaricare l'ordine del giorno dal sito del comune: capisco che sia in difficoltà». Insomma, sarebbe il gap tecnologico tra i due schieramenti il vero motivo di tanta acredine. Ma Cepollina non ci sta, e non ha alcuna intenzione di spegnere l'amato tablet: «Non mi farò censurare nei commenti live: vogliamo sintonizzarci con le nuove generazioni anche attraverso i nuovi media e le nuove forme di comunicazione», ha aggiunto l'amministratore al passo con i tempi, «ed è questo che ci rende diversi dagli obsoleti consiglieri di minoranza, che vivono nel passato». Con buona pace di «È Tempo» (di imparare a usare Internet, forse), i post e i tweet di Cepollina proseguiranno, a conferma dei tempi che cambiano: una volta si discuteva delle ragioni del socialismo, oggi tengono banco le ragioni del social network.