La procura conferma: «Reclutava altri soldati» Ipotesi di reato

L'accusa è la più dura. Giuliano Ibrahim Delnevo, secondo i magistrati, non era un semplice soldato, non un ragazzo convertito all'Islam e pronto a morire per la sua nuova religione. L'indagine aperta dalla procura riguarda proprio il reato di reclutamento di soldati per la guerra santa. E Delnevo non era neppure solo a portare avanti questa attività. Il fascicolo aperto dalla procura distrettuale di Genova comprende infatti i nomi di altre quattro persone, tre magrebini e un altro cittadino italiano, convertito all'Islam proprio come il ventiquattrenne morto in Siria combattendo a fianco dei ribelli.
Dall'attività investigativa condotta dagli specialisti antiterrorismo della Digos emerge che Delnevo, così come i confratelli, sfruttava la rete per convincere altri italiani ad unirsi ai ribelli siriani e a convertirsi all'Islam nelle sue forme più estremiste. I suoi interventi, vere e proprie prediche, venivano diffusi anche attraverso un blog. Un'attività che non è sfuggita agli inquirenti, visto che Delnevo era indagato dal novembre del 2009 per associazione per delinquere a scopi terroristici e arruolamento a fini terroristici. Un'evoluzione rapida verso posizioni sempre più dure, visto che secondo gli accertamenti, il ventiquattrenne si era convertito appena un anno prima. Intanto è emerso che Delnevo negli ultimi anni aveva effettuato numerosi viaggi all'estero, in particolare in Inghilterra e Germania, in cerca di centri culturali islamici dalla forte connotazione estremistica.