Proiettili «democratici» su Albenga

(...) grazie al metal detector che verifica la corrispondenza al centro di smistamento di Genova. Ciangherotti è stato avvertito e una scorta discreta da parte dei carabinieri ha seguito i suoi movimenti nel corso dell'ultima settimana. Poi la notizia è trapelata. «Mi hanno chiesto di non parlarne con nessuno - conferma oggi l'interessato -. Per questo non ne ho fatto cenno neppure con il sindaco Guarnieri. Sono scosso, certo. Soprattutto per la mia famiglia, ho un figlio piccolo. Non è un bel gesto anche se non mi preoccupa né mi condiziona».
L'assessore albenganese era recentemente finito nell'occhio del ciclone perché sul suo profilo facebook aveva pubblicato interventi poco politicamente corretti. Ad esempio aveva contestato il vergognoso spettacolo dei pugni chiusi e dei fischi al cardinale Bagnasco durante i funerali di don Gallo, definendolo «prete partigiano», proprio come lui, con citazione clamorosamente antistorica amava farsi definire. O ancora, alla scomparsa di Franca Rame, aveva ipotizzato come sarebbe eventualmente dura per la moglie di Dario Fo trovarsi in un Inferno nel quale lei stessa aveva sempre collocato Silvio Berlusconi. O ancora aveva ricordato tutte le volte che Franca Rame si era schierata a difesa di assassini politici e che aveva firmato il manifesto contro il commissario Luigi Calabresi, poi effettivamente ucciso. Apriti cielo. I suoi interventi erano stati oggetto di un duello verbale con La Repubblica. Duello anche appassionante politicamente quanto legittimo. Se non fosse che poi ad Albenga c'è stato chi ha pensato di passare alle minacce mafiose contro un avversario politico, colpevole di non avere idee «democratiche».
A Ciangherotti è arrivata stima incondizionata da parte del centrodestra locale, con il consigliere Pdl Bruno Robello De Filippis che si è persino lasciato andare a un commento a rischio fraintendimento: «Con un solo proiettile non gli fate niente», ha scritto su facebook, volendo peraltro sottolineare la fermezza della vittima, non certo invitare ad alzare il tiro. Il proiettile contro Ciangherotti preoccupa però perché non si tratta di un caso isolato. La stessa sindaco Guarnieri in passato era stata scortata per minacce analoghe, una pistola accompagnata da una lettera di minacce era stata indirizzata al vescovo di Albenga Imperia, Mario Oliveri e proiettili di revolver erano stati ritrovati davanti alla sede di Forza Nuova. Da quelle parti i democratici fanno così.