Provincia: A.A.A. presidente cercasi

Il consiglio provinciale di Savona rimane ancora senza presidente. Dopo le dimissioni di Stefano Parodi, condannato in primo grado a 2 anni e 6 mesi di reclusione nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Genova sull'attività dell'imprenditore edile di Cogoleto Pietro Pesce, la Provincia avrebbe dovuto trovare entro trenta giorni un sostituto, ma l'elezione continua a slittare. La parola fine a quella che stava diventando una vera e propria odissea era attesa per la giornata di ieri. Ma i consiglieri di Lega Nord e Pdl, non trovando un nome comune da proporre durante la seduta di consiglio, hanno preferito abbandonare l'aula, facendo così venir meno il numero legale per la votazione. Insomma: tutto rimandato.
Va ricordato che lo scorso marzo la maggioranza aveva bocciato il nome di Giancarlo Garassino (Udc), proposto dal Pd e presentato come possibile sostituto di Parodi, facendo intendere che la presidenza sarebbe dovuta essere leghista o «azzurra». Il dito sembrava indicare il capogruppo della Lega Nord Stefano Mai, ma la camicia verde dopo aver dichiarato di non voler ricoprire la carica ha anche ribadito la contrarietà alla rinuncia di un assessorato. «Io sono fuori dalla corsa - ha spiegato Mai - questo comunque non significa che il presidente non potrà essere leghista. A una condizione: che non si debba rinunciare ad un assessorato. In gioco c'è un equilibrio di poteri». Il Pd, da parte sua, ha fatto sapere che sarebbe disposto a votare favorevolmente se la maggioranza riuscisse a fare quadrato. «Non ci sarà mai un accordo amministrativo - ha sottolineato il capogruppo del Pd, Marco Russo - ma sul presidente siamo pronti a dialogare». La palla, in definitiva, è in mano al Pdl che se da un lato non vuole accontentare la Lega, dall'altro non riesce però a trovare un nome interno da proporre. «Se il prossimo presidente sarà del Pdl? Vedremo. Un nome c'è», ha risposto velocemente il capogruppo Pdl Mauro Demichelis. Voci sempre più forti dicono che il nome potrebbe essere proprio quello di Demichelis. «Presenteremo un nome entro dieci giorni. Lo assicuro», ha concluso il consigliere.
Durante la seduta è stato approvato anche il bilancio di previsione finanziario per il 2013 e pluriennale 2013/2015, nonostante si sappia perfettamente «come l'ente Provincia sia ormai in scadenza», come ha dichiarato Russo del Pd. Soddisfazione, comunque, fra i consiglieri di maggioranza che si sono complimentati con la giunta per il lavoro svolto, mentre è arrivata qualche protesta da parte della minoranza sul tema della tutela dell'ambiente. Il documento è passato con 13 voti favorevoli, 7 contrari. A tenere banco anche la questione Tecnocivis, «società partecipata, che si occupa del controllo caldaie, con cui la Provincia vuole continuare ad operare». È stata così scongiurata la chiusura dell'azienda, ma si è anche messa nero su bianco la richiesta di maggiore meticolosità sul controllo delle spese da parte dell'amministrazione.