La provincia di Savona ancora senza presidenteTerza fumata nera in consiglio

Ciak tre, Palazzo Nervi nuovo atto. Sì, perché anche ieri dal consiglio provinciale di Savona è arrivata una fumata nera: il nuovo presidente del consiglio non è stato eletto. Una vicenda che sta assumendo sfumature paradossali e che, dopo tre tentativi di elezione, non volge al termine. Dimissioni, sostituzioni in giunta, alzate di muro da parte dell'opposizione, mal di pancia all'interno della maggioranza, tutti elementi che rendono la vicenda savonese un vero e proprio caso.
«Sono stati impiegati meno giorni per eleggere il presidente della Repubblica», hanno mormorato le solite facce fra il pubblico presente in aula. Per capire i risvolti, bisogna riavvolgere il nastro: il primo tentativo in realtà non si consumò neanche. La maggioranza, infatti, non avendo un nome comune da proporre, abbandonò l'aula prima della votazione. Durante il secondo ciak invece Pdl e Lega Nord hanno fatto quadrato, proponendo come candidato Mauro De Michelis del Pdl. «L'azzurro», però, non raggiungendo la maggioranza qualificata, non è passato. L'opposizione in un primo momento si era detta favorevole a votare il nome proposto da Pdl e Lega Nord, ma poi ha deciso di puntare su Giancarlo Garassino. Ieri è andato in scena il terzo tentativo, cioè la seconda votazione, che non ha dato risultati positivi, rimandando il tutto alla seduta del 4 luglio. De Michelis ha raccolto 13 voti mentre Garassino 7. Per eleggere il nuovo presidente servivano 16 voti favorevoli.
«Lo sapevamo che si sarebbe arrivati alla terza votazione - ha spiegato De Michelis - dopo la rottura del percorso condiviso con l'opposizione, era scontato si dovesse attendere il superamento della maggioranza qualificata». Al prossimo tentativo basteranno 13 voti. Sarà la volta buona? «La maggioranza è compatta - ha continuato il consigliere - non ci sono franchi tiratori. Il 4 luglio avremo un nuovo presidente». Nessun franco tiratore, nessun colpevole, ma un piccolo colpo di scena sì: Marco Melgrati ha raccolto due voti. «Sono sicuro: mi hanno votato due consiglieri del Pd. Sono riuscito a spaccare l'opposizione», ha scherzato l'ex sindaco di Alassio. Il finale, in definitiva, è solo rimandato, ma rimane un quesito nella testa del pubblico: «i costi di produzione?». Risparmiare qualche soldo pubblico senza trascinare la questione per così tante settimane, forse, era possibile.