Quanti personaggi che coloravano la Pegli di una volta

Egregio Dottor Lussana,
leggendo il suo articolo «sui bei tempi andati» e sul fatto che un altro giornale ha pensato bene, paro paro, copiarne l'idea, mi sono incuriosito e spendendo un euro e venti, forse era meglio dare in elemosina al marocchino che sta sotto casa mia quella modesta cifra, ho comprato anche quel giornale. Certo una copia non è un originale, poiché è una copia, se poi nella copia ci si mette dentro anche il povero partigiano mangiatore di castagne la notte di Natale, oltre a non essere originale è anche un po' patetico. Per quello che ne so, questi eroi oltre a mangiare castagne hanno ucciso tra gli altri anche poveri bambini (vedi fratelli Granara) se poi vogliamo inserirvi anche la storia della stele (notizia data sempre dallo stesso giornale in altra pagina) al partigiano russo, siamo al massimo. Quando mai ci sono stati partigiani russi? Suvvia! Vogliamo ricordare gli eroici partigiani? Bene: a casa mia in quel tempo erano venuti tre partigiani non in cerca di castagne, anzi, hanno cominciato a tagliare i materassi sperando di trovare il tesoro, non trovando nulla hanno preferito andarsene; questi eroi spesso andavano nelle case dei fascisti assenti poiché in guerra e prelevavano le donne per portarle all'hotel Mediterranée e «processarle». Una si suicidò buttandosi dal balcone. Tra questi eroi c'era «bocca storta» un becero individuo che aveva il compito di portare in albergo le povere eroiche sfortunate. Finalmente poteva vivere i suoi momenti di gloria questo galantuomo (pare sia morto anni dopo ubriaco marcio).
A Pegli per fortuna non erano tutti partigiani, in questa comunità vivevano tante brave persone come i signori Perinetti, quelli della omonima cartoleria di fronte alla scuola elementare: li potevi comprare i pennini uno per uno, la signora un po' robusta era un po' lenta, il marito invece smilzo era velocissimo e noi sempre in ritardo ci rivolgevamo al marito. Fortunati i Perinetti, un giorno vinsero il concorso Binaca (un sacco di soldi) molto probabilmente li misero sotto il mattone per donarli alla loro dipartita alla Croce Verde per l'acquisto di una bella autoambulanza. Questi bravi militi che spesso li vedevi portare i malati su una lettiga con le ruote sino all'ospedale Martinez. Altre belle figure Nesto, da lui si poteva trovare la migliore focaccia e l'ottima farinata di zucca, un'altra figura tipica era la Sciallina nel carruggio alla sera trovavi la coda per la farinata inoltre era un'ottima trattoria, grazie alla sua cucina il carruggio veniva inondato dal profumo dei suoi piatti. Il bar Piro sul mare offriva squisiti gelati dai mille gusti. Tornando al carruggio lì stazionava Gaita un gigante buono benefattore della Croce Verde sempre col suo cane Kira, un bellissimo cane che con il suo musone spaventava tutti eccetto Tigre una gatta padrona dell'altro vicolo o meglio crosa. Quando il cane passava di lì preferiva girare al largo...
Questi erano semplici e grandi personaggi e forse non mangiavano castagne.