Quel lungo viaggio nelle «stracittadine»

Quando si pronuncia la parola derby sono diverse le reazioni. C'è chi resta indifferente, chi comincia a mangiarsi le unghie dal nervoso, chi invece inizia il «menaggio» verso il cugino rossoblucerchiato che sia. C'è chi invece preferisce raccontare aneddoti, gol e formazioni in un libro. Come hanno deciso di fare Simone Arveda e Mattia Brighenti col volume «La grande storia dei derby GENOA-SAMPDORIA». Oltre 380 pagine tutte d'un fiato che raccontano dal primo derby, datato 3 novembre 1946 e con tanto del primo presidente della neonata Repubblica Italia Enrico De Nicola in Tribuna, fino all'ultimo di questa stagione. Nel mezzo tutte le stracittadine ufficiali, quindi campionato e coppa Italia, dove sono riportati tabellino e cronaca per ognuno di esse.
Ma il bello di questa pubblicazione risiede nel fatto che per ogni stracittadina, appunto dagli albori ai giorni nostri, sono raccontati particolari ed episodi. Sconosciuti ai più, oppure dimenticati da chi gli aveva vissuti in prima persona. C'è l'imbarazzo della scelta. Da quello del 9 ottobre del 1949 quando cinque giocatori rossoblu andavano allo stadio in taxi, ma ebbero un incidente contro un autobus durante il tragitto. Solo l'austriaco Engelbert Konig ebbe la peggio e non poté giocare la partita.
Altri tempi. Come quelli in cui il tecnico blucerchiato Eraldo Monzeglio invece di parlare con i giornalisti, mostrò ad essi la schedina dove aveva giocato l'«1» della Samp. E non aveva avuto torto visto che la Sampdoria vinse con la doppietta di Tito Cucchiaroni. Correva l'anno 1958. 16 novembre per l'esattezza. Venendo a tempi più recenti ecco che mentre Roberto Pruzzo il 13 marzo 1977 mandava in Serie B la Sampdoria con un colpo di testa sotto la Sud, nella sede rossoblu stavano pignorando i mobili.
Non solo aneddoti però. Non mancano infatti le interviste ai protagonisti che hanno reso grande le due compagini genovesi dal dopoguerra. Così oltre ai vari zoom su Milito, Damiani, Nappi e Ruotolo (record man di presenze) per il Genoa, ci sono quello su Flachi, Palombo, Lanna, Nicolini e Roselli per la Sampdoria. Ma anche parole e fatti dei tecnici che maggiormente sono entrati nel cuore dei tifosi genovesi come Franco Scoglio e Vujadin Boskov. Per il «professore» come lo chiamavano i genoani resta storica la volta in cui per preparare un derby il tecnico di Lipari decise di portare la squadra in ritiro in Francia.
Tutto normale se non fosse che al ritorno solo i titolari tornarono in aereo, mentre il resto in pullman. Memorabile invece la battuta del tecnico che ha riportato lo scudetto sotto la Lanterna dopo oltre sessantacinque anni. «I genoani sono contenti di aver pareggiato in trasferta perché è il massimo che potevano fare».
Chiusura con la moglie del più grande presidente blucerchiato Paolo Mantovani. La signora Mantovani infatti è genoana e in occasione della stracittadina diceva sempre: «Se il Genoa vince sono contenta, ma dovrò sopportare mio marito, se invece perde è lui che mi dovrà consolare». Questi e altre decine di aneddoti sono appunto racconti nel libro, con la prefazione di Emiliano Moretti per il Genoa e il capitano Daniele Gastaldello per la Sampdoria. Non vanno neanche dimenticate le stupende coreografie che i tifosi hanno creato nel vecchio e nuovo Luigi Ferraris. Allora non resta che leggerlo…