Recco inaugura un ponte per lo sviluppo

Fuochi d'artificio - diurni, giocoforza - per festeggiare il ritorno alla normalità di una città che da sempre, vive per la pallanuoto e per la tradizionale Sagra pirotecnica del 7 e 8 settembre. Recco smette di essere divisa: ieri mattina è stato aperto il nuovo ponte di San Nicola, dopo nove mesi di lavori per il totale rifacimento della struttura. È il completamento della prima di tre fasi che dovranno portare Recco ad avere, entro il 2015, un nuovo depuratore fognario e una rinnovata piscina. Dopo quasi un anno di disagi al traffico, la rotonda davanti al Centro Civico torna ad essere una rotatoria in tutto e per tutto, con la possibilità di girare verso via Assereto. E mentre la banda suona e la polizia municipale dà alle auto il segnale di libero transito, un signore dice a un amico: «Ora prendo la macchina e passo sul ponte: è troppo tempo che non lo faccio».
«Il vecchio ponte non l'hanno buttato giù le bombe della guerra, ma abbiamo dovuto farlo noi, per poi ritirarlo su più alto e solido», scherza il sindaco Dario Capurro. L'inghippo nasceva dalla strada di servizio che costeggia il torrente Recco. Di lì devono passare i camion per i lavori di costruzione del nuovo depuratore, ma il vecchio ponte era troppo basso per consentirne il transito. Ecco spiegata la necessità del totale «reset» di una struttura datata 1915. «Due piccioni con una fava - prosegue il sindaco - perché col nuovo ponte avremo anche la definitiva agibilità della piscina di Punta Sant'Anna grazie alla transitabilità per i mezzi di soccorso».
A inaugurare il nuovo ponte le massime autorità locali: il presidente della Regione Claudio Burlando con mezza Giunta (Giovanni Boitano, Pippo Rossetti, Raffaella Paita, Renata Briano, Matteo Rossi), il commissario della Provincia Piero Fossati, il Comune di Recco, sindaco Capurro e vicesindaco Carlo Gandolfo in testa, e rappresentanti di Anas e Mediterranea delle Acque. È proprio quest'ultima la società interessata ai lavori, essendo incaricata della realizzazione dell'impianto che dovrà portare il servizio di depurazione per i Comuni del Golfo Paradiso (Recco, Uscio, Avegno, Sori e parte di Pieve Ligure, quella al di qua dello spartiacque) agli standard europei. Non è il caso di starci troppo a pensare: dal 2016, le Regioni che non saranno dotate di impianti adeguati saranno multate (almeno in teoria) per cifre astronomiche: 700mila euro al giorno, una follia che porterebbe la Liguria in bancarotta nel giro di un paio di settimane. Sarà una corsa contro il tempo: «Speriamo di vincerla», ha detto il governatore Burlando, che ha aggiunto toccando metaforicamente ferro: «Speriamo anche che non ci siano ricorsi, e in quel caso speriamo di vincerli».
Mediterranea si è accollata i 2 milioni di euro di investimento per il nuovo ponte (in realtà provenienti dalle bollette degli utenti). «Il prossimo intervento - spiega il vicesindaco di Recco Gandolfo - consisterà nel rafforzamento della scogliera, che al momento va in sofferenza in caso di forti mareggiate invernali. Faremo sì che tutta l'area sia messa in sicurezza, inizieremo i lavori in autunno per finirli prima della stagione estiva». Infine, la costruzione del depuratore vero e proprio, in una galleria appositamente scavata. «Le acque depurate - prosegue Gandolfo - saranno scaricate in profondità, a un chilometro dalla costa. Parte di queste potranno essere utilizzate in agricoltura, ma si tratterà di un flusso continuo e abbondante, per cui una buona parte dovrà per forza essere scaricato in mare». Gandolfo conclude ringraziando «oltre a Mediterranea, tutti gli Enti coinvolti: Provincia, Regione e Anas, per la fattiva collaborazione che ha consentito di rispettare le scadenze temporali previste riducendo al minimo i disagi per i cittadini recchesi».
La strada di servizio, dalla quale è iniziato tutto e che sarà utilizzata per il transito dei mezzi di cantiere, dopo la fine dei lavori sarà destinata a uso pedonale, con l'eccezione dei camion - due o tre alla settimana, assicurano dal Comune - che dovranno passare per recuperare e portare via i fanghi risultanti dalla depurazione.