"Vi svelo i segreti della villa a... 5 stelle"

L’architetto genovese Alessandro Ponte e il "buen retiro" toscano di Beppe Grillo

Una ventina di stanze per circa 500 metri quadrati e una loggia «pensatoio» al primo piano con vista sul mar Tirreno, dove meditare il futuro dell'Italia. Un parco immerso nella pineta di oltre mezzo ettaro con la piscina incastonata in una duna e circondata dalle siepi di ginepro. Una concessione demaniale sulla spiaggia di Marina di Bibbona «ma preesistente all'acquisto». Villa Corallina è stata costruita nel 1920. Mattoni forati e materiali originali toscani con uno stile che ricorda quello dell'architetto statunitense Frank Lloyd Wright. Nel dopoguerra era la «Casina di mare» dei marchesi Ginori. Beppe Grillo l'ha comprata nel 2001. È un'oasi di pace e privacy, che fino agli anni Novanta era utilizzata come «Kinderheim». Una delle tante colonie estive per bambini.

Il progetto di restauro è stato firmato dall'architetto genovese Alessandro Ponte. Nei suoi anni di «grillino al servizio di Grillo» da un lato ha gestito le pratiche amministrative e architettoniche, come quelle per la conservazione del verde e il ripristino generale dell'edificio, dall'altro si è occupato del restauro e si è dedicato con la moglie del comico, l'iraniana Parvin Tadjik, al design degli interni e perfino dei dettagli dei mobili.

«Era ottobre 2001 - racconta il professionista genovese - e Beppe con le sue solite battute, mi ha chiamato e invitato a Bibbona: vieni che andiamo a fare un bagnetto in Toscana. Alla prima visita con lui e Parvin, ho trovato l'edificio e l'ambiente circostante in uno stato di abbandono. Beppe mi ha subito indicato di conservare completamente l'ambiente originale e il verde, composto prevalentemente da macchia mediterranea. Mentre passeggiavamo intorno alla villa mi diceva di stare attento a non spezzare neanche un rametto di ginepro».

Ai cronisti che, un paio di settimane fa, lo hanno inseguito fino al «buen retiro» a una mezza dozzina di chilometri da Cecina, l'uomo mascherato aveva intimato di «non rovinarmi la duna» creando una polemica sulla concessione demaniale di una parte della spiaggia di tutti.
«Non mi sono occupato di concessioni demaniali - continua Ponte - perché era preesistente al nostro intervento di restauro. La zona è denominata delle "Dune Pinetate". Considerati gli ampi spazi dell'arenile, non c'è calca neanche in estate. In ogni caso, gli interventi sono stati controllati da tutti gli enti come Comune, Demanio, Soprintendenza, Capitaneria di Porto. Perfino il cancello di accesso è in legno e la recinzione è in canniccio toscano tipico del luogo».

Però Beppe ama fare il bagno in piscina: 9 metri e mezzo per 5. Una struttura prefabbricata in pannelli di acciaio. Non è stato usato cemento, ma «pali in legno come struttura portante e ancora legno per il solarium circostante. La piscina è stata inserita in una zona ben precisa adiacente alla villa, dove c'era già un avvallamento naturale delle dune di sabbia, corredata da un anfiteatro di ginepri. Non è stata tagliata neanche una pianta e le pedane hanno seguito esattamente la forma dettata dalle siepi. Poco distante, nascosti in mezzo alla vegetazione, abbiamo inserito i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Un must per le case di Beppe».
Dagli esterni agli interni. Ecco i gusti di casa Grillo. Il colore di Villa Corallina è ovviamente corallino, come prescritto dalla Soprintendenza.

«Per il ripristino delle facciate e dei tetti abbiamo utilizzato materiali analoghi a quelli originali. I lavori sono durati oltre due anni - dice Ponte - anche perché la ricerca per gli interni ha impegnato me e Parvin gomito a gomito sia sul web, sia attraverso fornitori specializzati. Se per la conservazione dell'ambiente esterno Beppe è stato rigorosissimo, per gli interni ha lasciato carta bianca a Parvin e a me. Lei è una donna molto attenta ai particolari, ha buon gusto, se ne intende e ha lanciato l'idea di quasi tutti i dettagli della casa». Lo studio del leader del M5S, dove medita la politica del Movimento e si incontra con Stefano Benni, Gino Paoli, Adriano Celentano, Dario Fo, altri amici e il guru Gianroberto Casaleggio, è la loggia che tutti fotografano dalla spiaggia. L'ampio pensatoio si trova nella zona notte della villa, che è accessoriata con postazione Internet e libreria ben fornita.

«Beppe e Parvin amano ospitare molti amici e perciò abbiamo destinato un'ala dell'edificio all'accoglienza. Al piano terra c'è un salotto riservato a loro e alcune camere da letto con i servizi. Inoltre c'è una bellissima terrazza esterna coperta con il barbecue e un tavolone rotondo per pranzi e cene».

Commenti

GattoBrina

Dom, 05/03/2017 - 09:37

Purtroppo la mia conoscenza di questo signore risale agli anni 80. Questo è un Berlusconi in copia certamente non migliore dell'originale. Povera Italia davvero.