La Regione salva l'«inchino» davanti alle coste del TigullioI LAVORI IN CONSIGLIO

Nautica da diporto e sanità al centro del dibattito, ieri mattina, in un consiglio regionale alquanto sonnacchioso, caratterizzato dall'atmosfera vacanziera (che, peraltro, si protrae da alcune settimane), con numerose poltrone vuote in aula a cominciare da quelle di assessori e presidente della giunta Claudio Burlando. Il quale, comunque, è riuscito a fare una breve ma intensa comparsa alla presentazione del «Bagnun», mostrando di gradire assai l'offerta di un bicchiere di «bianco» (ne riferiamo in dettaglio a pagina 8. Del Bagnun, s'intende, non del brindisi).
Salva rotte Alle interrogazioni di Roberto Bagnasco e Gino Garibaldi (Pdl) e Ezio Armando Capurro (Noi con Burlando) sulle negative conseguenze per il Tigullio del decreto governativo che non consentirebbe navigazione, ancoraggio e sosta delle navi superiori alle 500 tonnellate nella fascia di mare a due miglia dalla costa, risponde l'assessore Angelo Berlangieri. Che riferisce un'ipotesi di soluzione, ricavata dopo gli incontri fra Regione, Capitaneria, Comuni interessati e aree protette. «La Capitaneria - precisa Berlangieri - ora stabilisce due possibilità di deroga: la sosta e l'ancoraggio a 0,7 miglia dalla costa per Portofino, e la medesima opportunità, ma a 0,8 miglia di distanza, per Santa Margherita».
Sanità Sempre attuali le polemiche sul ridimensionamento dei piccoli ospedali e le liste di attesa. Marco Melgrati (Pdl) chiede lumi sul declassamento dei pronto soccorso dell'Ospedale San Giuseppe di Cairo, in Valbormida, e del nuovo Santa Maria di Misericordia di Albenga, giustificati entrambi dalla necessità di risparmio. «Ma l'assessore Claudio Montaldo - tuona Melgrati - non risponde sui numeri, e si limita a fare demagogia spicciola sulle colpe del governo Berlusconi per l'aumento della spesa pubblica. È bastato che Berlusconi ventilasse la sua discesa in campo - aggiunge il consigliere Pdl - per evocarne il "fantasma politico" e farlo ritornare al centro della scena come capro espiatorio di tutti i mali. Così Montaldo non risponde sul presunto risparmio di 300mila euro nei confronti del buco della sanità dello scorso anno che nella sola Provincia di Savona è valutato in 18 milioni di euro». Infine, Matteo Rosso, capogruppo Pdl, riporta in aula la spinosa questione delle liste d'attesa - «fino a un anno, per le mammografie!» - nella Asl 4. E ancora una volta Montaldo glissa con la consueta eleganza: «Non risulta, faremo accertamenti. Il direttore generale mi ha indicato termini compresi in una settimana. Vedremo». Intanto Rosso esibisce nomi, cognomi e prenotazioni fissate a febbraio 2013.