Il ricatto all'ottantenne va in scena a luci rosse

C'è una buona notizia, a Genova. C'è un politico, il presidente del Consiglio comunale, Giorgio Guerello, che fa rispettare le regole. Che non pensa che sia tutto legittimo, che si possa fare di tutto nelle sedi istituzionali e che, soprattutto, ad essere autorizzati a fare di tutto siano quelli che simpatizzano per la sinistra. Meglio se estrema.
Diciamolo subito: Guerello del centrosinistra è un esponente storico, votatissimo (con le preferenze, particolare mica da poco) a tutte le latitudini: dai Popolari all'Ulivo, fino al Pd. Insomma, non stiamo parlando di uno sceriffo della destra, di un prefetto di ferro del consiglio comunale un po' nostalgico.
Però. Però, proprio qui sta il valore aggiunto del presidente della sala Rossa di Tursi. Nello stare saldamente nel suo schieramento - si era parlato di lui anche come presidente della Provincia, quando ancora era prevista l'elezione diretta dell'inquilino del piano nobile di Palazzo Spinola - ma senza dimenticare mai il suo ruolo istituzionale. E quindi, l'altro giorno, quando Guerello - inflessibile anche con le proteste di destra - ha allontanato i centri sociali che srotolavano gli striscioni contro gli sfratti e gli sgoberi delle case occupate, è stato perfetto. Sospendendo anche la seduta per far tornare la calma, effettivamente arrivata presto. E, anche qui, intendiamoci, lo fa sempre cum grano salis. Ad esempio, la protesta civilissima e concordata dei dipendenti del teatro Modena, (...)