Rio Fereggiano, via libera di Tursi ai cantieri anti-alluvioneDeciso il finanziamento dei lavori per lo «scolmatore»

Dieci milioni di euro. È la somma dell'indebitamento che la giunta comunale ha approvato ieri con la delibera proposta dagli assessori Gianni Crivello e Valeria Garotta. Si tratta della quarta tranche di finanziamenti che permetterà di dare il disco verde a un primo lotto di lavori per la messa in sicurezza di Quezzi, Marassi e San Fruttuoso. I primi 25 milioni erano già stati stanziati dallo Stato, altri 5 dalla Regione e altrettanti da Tursi. Lo scolmatore sarà lungo circa due chilometri, con i vari pozzi di captazione. Per completare l'opera sul rio Fereggiano, Rovare e Noci ne servono 59, ma con questi 45 i tecnici del Comune ritengono di poter dare inizio al piano anti alluvioni senza difficoltà. Perciò, come ha annunciato ieri pure il vicesindaco Stefano Bernini, entro il 2014 sarà pronto il progetto esecutivo per il Fereggiano, quindi ci sarà la gara d'appalto, nel 2015 il via ai lavori, nel 2017 il completamento della costruzione che «libererà» 80mila genovesi dall'incubo alluvione.
«Si prevede di utilizzare la galleria di servizio a mare a scopi idraulici, che già in parte, per circa 900 metri, era stata realizzata negli anni Novanta - spiega l'assessore Garotta - I tempi di esecuzione non sono brevissimi, ma è fondamentale essere riusciti a sbloccare l'impasse che da tanti anni riguardava la messa in sicurezza dell'intero bacino del Bisagno. Naturalmente non dobbiamo dimenticare il problema dell'assetto idrogeologico del Bisagno, che richiede un ulteriore stanziamento per realizzare lo scolmatore principale».
Per l'opera completa, infatti, ci vogliono 250 milioni di euro che per adesso non si vedono manco con il binocolo.
«Anche se c'è la crisi - aggiunge l'assessore Crivello - non potevamo stare fermi, soprattutto per quella zona dove due anni fa sono morte sei persone. Adesso per l'inizio dell'opera complessiva basta ricevere la firma del ministero per le Infrastrutture e cominciare a mettere nero su bianco il progetto esecutivo. Laddove sono morte sei persone ci deve essere la massima priorità per una gestione di prevenzione, sicurezza, sviluppo del territorio».
«Finalmente tre quartieri saranno in sicurezza - esulta il presidente del municipio Massimo Ferrante - oltre ai morti dell'alluvione, dobbiamo pensare che ci sono 80mila genovesi in ostaggio del maltempo. Quella di Tursi è una doverosa risposta ai residenti, commercianti, aziende, attività sociali del territorio. Si metterà in moto anche l'edilizia, ma non quella speculativa».
«Il 27 marzo faremo la commissione sui rimborsi post alluvione - spiega il consigliere comunale Pd Alberto Pandolfo - e dopo una settimana quella per presentare le linee guida del progetto esecutivo del Fereggiano».