Ristoranti in crisi: in 4 si mangia per 2

«Ormai al ristorante si entra in quattro ma si ordina solo per due». Giorgio Bove, presidente dei ristoratori di Ascom insieme con il segretario di Fiepet Confesercenti, Cesare Groppi, ha tracciato il bilancio dei primi tre mesi del settore. «Le aziende di ristorazione si trovano in una situazione insostenibile - ha detto -, il fatturato è calato di quasi il 50per cento. Si lavora praticamente solo al venerdì e al sabato. Un quadro difficile in una città come Genova che ha un numero di pubblici esercizi pro capite doppio rispetto a Milano». «I locali che chiudono o si ridimensionano - ha spiegato Groppi - sono quelli a buon mercato, mentre regge a fatica la ristorazione di fascia alta. In questi primi mesi dell'anno hanno chiuso almeno 10 bar a Genova». I ristoratori chiedono al Comune provvedimenti ad hoc per limitare le aperture di nuovi esercizi soprattutto nella zona della città che comprende il centro e i lungomare, da Voltri a Nervi, dove la concentrazione è «sopra il livello di guardia». E non è tutto. I ristoratori chiedono ai Comuni della Provincia regole chiare sulla realizzazione delle sagre di paese. E presentano una proposta per chiedere che sia posto un freno a iniziative che come le sagre entrano in diretta concorrenza con la ristorazione. «Nessuno vuole abolire le sagre parrocchiali - ha detto Giorgio Bove - ma quelle iniziative che, non dovendo sottostare a tutte le regole che abbiamo come ristoratori, ci fanno concorrenza sleale». I ristoratori puntano il dito contro le sagre fini a se stesse, quelle che non sono legate a momenti turistici, culturali o di spettacolo. I ristoratori genovesi chiedono di essere coinvolti nelle iniziative, così come accade nelle altre regioni. «Dobbiamo regolamentare una situazione che va avanti da anni creando una concorrenza sleale - sottolinea il Segretario di Fiepet Confesercenti, Cesare Groppi - e chiediamo che siano coinvolti i ristoratori che lavorano in loco».