Rossi gioca contro il passato per pensare al futuro

Il passato per il futuro, una moltiplicazione che per Delio Rossi significa battere la Fiorentina per pensare al prossimo anno con la Samp. La sfida di domani mette in campo stimoli e obiettivi diversi tra blucerchiati, impegnati già nel programmare la prossima stagione, e viola in piena corsa Champions. La partita ha il peso di un presente forte, ma parlando con uno che a Firenze ha in qualche modo lasciato il segno non si può che partire da lì. «La Fiorentina è in salute e ha forse il miglior gioco della Serie A insieme alla Juventus, grazie ai tanti centrocampisti di livello. Ci vorrà la miglior Samp» dichiara categoricamente il mister. La separazione con la Fiorentina è stata drastica, ma il tecnico porta comunque con sé dell'esperienza buone sensazioni. «Al di là dell'epilogo - sottolinea - riservo un gran ricordo di Firenze, dei tifosi e dell'ambiente viola». L'epilogo si chiama Ljacic e allora per un attimo la sfida di domani diventa Delio vs Adam. Il 2 maggio dell'anno scorso in Fiorentina-Novara quando Rossi era allenatore della Viola con il giovane trequartista serbo esplose uno scontro senza precedenti. La sostituzione del ragazzo con qualche parola di troppo verso l'allenatore portò Delio Rossi a colpire Adam Ljacic con un pugno. Un fatto che costò la panchina al tecnico romagnolo.
Domani i due si reincontreranno per la prima volta dopo quei fatti, si saluteranno? «Io saluterò tutti, non vedo perché non dovrei - afferma Rossi - Ho chiesto scusa, anche nei confronti del ragazzo. Domani sarò avversario ma non nemico della Fiorentina, perché comunque sia lì sono stato bene». Poi una battuta ironica per sdrammatizzare: «Se non dovessi più salutare le persone con cui ho avuto un litigio non dovrei salutare 600-700 persone».
Capitolo chiuso dunque, almeno per Delio Rossi, perché da Firenze invece il ventunenne serbo fa sapere che non sarà lui a fare il primo passo. E allora meglio passare all'analisi della sfida. «La Fiorentina è una squadra votata alla costruzione, noi dobbiamo essere bravi a non lasciare troppo campo ai loro centrocampisti e ad aggredirli - evidenzia l'allenatore - dovremo esser abili a mantenere gli equilibri meglio di loro». Loro che in panchina hanno uno che a Genova ha lasciato il segno con le sue planate sotto la Sud. «Montella è stato un grande giocatore e certamente ha sviluppato una sensibilità fuori dal comune - afferma - E poi ha il guizzo, quello che non tutti possiedono».
Montella fa parte della storia della Samp e anche Delio Rossi sotto sotto spera di farla rimanendo però in secondo piano. «La storia la fanno risultati e giocatori - dichiara - Il miglior allenatore è quello che fa meno danni: gli si dà un gruppo e questi riesce ad estrinsecare dal gruppo le qualità migliori dagli interpreti. Non si può togliere il sangue da una rapa. Non si vince con gli schemi». Già ma con i giocatori sì e allora ecco che per la sfida con la Fiorentina arriva la benedizione per Maxi Lopez «uno che mi piacerebbe continuare ad allenare, magari dall'inizio della stagione, ma me ne piacerebbe allenare molti di giocatori». Il passato per il futuro e se la firma ancora non è arrivata, Delio Rossi, felice del bagno di folla blucerchiata del 25 aprile, sogna una Samp che pesca dal settore giovanile «come il Barcellona, solo che non basta venire dal settore giovanile per essere considerato un buon giocatore». Dalla seduta a porte chiuse arriva la conferma che Costa non ce la farà così come Krstic. Nella difesa a tre a sinistra accanto a Gastaldello e Palombo verrà proposto Berardi.