A Santa l'opposizione perde pezzi

Sei cognomi in fila a firmare interrogazioni e interpellanze. Una consuetudine, una cantilena cui i sammargheritesi si erano abituati come agli undici campioni del mondo di Spagna '82. Ma la geografia politica, con le elezioni a meno di un anno, ha confini mobili e cambia velocemente. A Santa Margherita, per l'opposizione, arriva il momento di dividersi. «Troppo diverse quelle anime per durare», sostenevano i maliziosi. Così è stato.
Dopo un paio di anni di battaglie combattute insieme, per spaventare la maggioranza nel nome dell'unione fa la forza, il blocco granitico si frammenta. L'ufficialità si materializza in consiglio comunale, con il primo discorso pubblico dei due nuovi gruppi. È l'apertura della campagna elettorale, con la diffusione via radio della seduta che aumenta la voglia di mettersi in mostra e testa le capacità oratorie in vista di comizi e discorsi pubblici. Alberto Balsi, Angelo Bottino e Claudio Marsano entrano nel «gruppo misto», primo passo verso la formazione di una lista che potrebbe vedere Marsano candidato alla fascia tricolore perduta nel 2008. I «veterani», come si definiscono loro, si sono «fidanzati» per fare un'opposizione «critica ma anche costruttiva - osserva Marsano -. Abbiamo l'interesse a sviluppare un progetto che coinvolga giovani desiderosi di interessarsi all'amministrazione pubblica».
Cambia casa anche Pietro Chiarelli, che lascia Gianni Costa e il gruppo consiliare del Pdl per fondare «Un progetto futuro per Santa». Pur rimarcando di riconoscersi ancora nei valori del partito azzurro e negli ideali del centrodestra, il consigliere si mette in proprio e rivendica la sua autonomia: «È possibile che questo gruppo diventi una lista civica nella primavera del 2014 - ammette -. In questi giorni si hanno notizie di colloqui e alleanze: a me questo interessa poco, i cittadini non sono sprovveduti e giudicheranno in base alla serietà».
Con Chiarelli, la minoranza annovera altri due battitori liberi: detto di Costa, per il momento rimasto fedele al Pdl, ecco Jolanda Pastine che con «Progetto per Santa» potrebbe cercare di diventare la prima donna sindaco nella storia della «Perla del Tigullio». Nell'altro emisfero c'è la maggioranza guidata da Roberto De Marchi che ancora non svela quale sarà il suo futuro e continua a lavorare senza farsi distrarre dalle sirene elettorali e dalle strategie che poco a poco si delineano. La sua forza politica l'ha dimostrata in questi quattro anni: non ha perso un consigliere di quelli eletti con lui nel 2009; nessun assessore ha sbattuto la porta; le critiche interne sono state vicine allo zero.
Rispetto alle limitrofe Rapallo e Chiavari, sembra un mondo a parte. Ma De Marchi è andato oltre e dalla minoranza ha pescato Augusto Sartori, che eletto tra le fila del Pdl, è passato dall'altra parte del consiglio e oggi è assessore a turismo e commercio. Più di un anno fa il primo cittadino ha cercato addirittura il colpaccio offrendo a Jolanda Pastine la poltrona di vicesindaco lasciata libera dallo scomparso Alberto Fustinoni: arrivò un rifiuto. De Marchi se n'è fatto una ragione, ha premiato Pinuccio Fois e tirato dritto. In attesa della prossima mossa.